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[Esclusiva] – 99 domande a Pierangelo Rigattieri (Associazione Milanisti 1899)

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Novantanove domande – come l’anno di nascita del nostro Milan – a risposta secca per conoscere un tifoso rossonero speciale: Pierangelo Rigattieri, segretario generale di “Milanisti 1899”, l’associazione che ha fondato “Radio Rossonera” e che oggi promuove il dialogo e il confronto con AC Milan e tra i tifosi, valorizzando la storia del Diavolo e diffondendo il milanismo.

1) È nato il?

P.R. 29 dicembre 1970.

2) Dove?

P.R. A Milano.

3) Da bambino tifava?

P.R. Milan!

4) Oggi tifa?

P.R. Milan!

5) Ha mai avuto ripensamenti?

P.R. Mai.

6) Ha mai tradito il Milan con una donna?

P.R. No. O meglio, ci sarebbe un’eccezione, ma serve una spiegazione…

7) Ha mai tradito una donna con il Milan?

P.R. Ovviamente, sì!

8) Ha mai fatto a cazzotti per il Milan?

P.R. No, ma due volte ci sono andato vicinissimo. Sto ancora aspettando che quello cui le avevo promesse esca dal bar dove gli avevo detto che lo aspettavo…

9) Simpatizza per altre squadre?

P.R. In Germania per il Borussia Dortmund.

10) Era un bravo calciatore?

P.R. Ho sempre giocato solo tra amici, per motivi di salute. Discreto libero prima e difensore centrale poi. Meglio in costruzione che in copertura. La maglia sempre fuori dai pantaloncini…

11) Destro o mancino?

P.R. Il sinistro serve per salire sul tram…

12) Dal dischetto, calcia a destra, a sinistra o prova il cucchiaio?

P.R. A destra.

13) Che lavoro fa?

P.R. Segretario Generale dell’Associazione Milanisti 1899. Ma più che un lavoro è un onore.

14) Il numero portafortuna?

P.R. Sette.

15) Il colore preferito?

P.R. Blu.

16) La prima volta… a San Siro?

P.R. 6 maggio 1979. Per i più giovani, la partita della “Stella” e l’ultima di Gianni Rivera.

17) Curva o distinti?

P.R. Curva. E senza nemmeno pensarci.

18) Caffè Borghetti o birra?

P.R. Sono astemio. Nessuno è perfetto…

19) Numero di presenze allo stadio?

P.R. All’ultima conta erano 549.

20) L’accessorio che non manca mai?

P.R. La magia di entrare a “San Siro”. Ogni volta penso: “Ma quanto è bello!”.

21) L’imprecazione che non manca mai?

P.R. Juve m….! Si può dire?

22) Il giocatore più “bersagliato”?

P.R. Nessuno. Ho sempre pensato che allo stadio si vada per fare il tifo e cantare 90 minuti. Eventualmente critico dopo.

23) Il coro preferito?

P.R. Quando c’era la vecchia curva, i cori delle “Brigate” e della “Fossa” cantati insieme: “Tifosi rossoneri, tifosi milanisti, teniamoci per mano in questi giorni tristi…”.

24) Lo canta anche sotto la doccia?

P.R. Da anni. Ma non solo quello, canto tutti i cori della curva.

25) La coreografia più simpatica?

P.R. L’urlo di Munch.

26) La partita indimenticabile?

P.R. Troppe. Se costretto, scelgo Milan-Ajax 3-2, quarti di finale della Champions League 2002-2003.

27) Il trofeo vinto dal Milan che le ha regalato maggiore gioia?

P.R. La Champions League 2003.

28) La sconfitta più indigesta?

P.R. La Coruña (Istanbul non si è mai giocata…).

29) L’avversario più indigesto?

P.R. Mancini, Cannavaro, Buffon. E tutti gli juventini, in generale.

30) L’avversario che rispetta di più?

P.R. Quelli corretti.

31) L’avversario che avrebbe voluto al Milan?

P.R. Molti. Sono un amante del bel calcio. Tra i tanti, dico Maradona.

32) Peggio la Juve o l’Inter?

P.R. L’Inter. La Juve non è un avversario, non gioca a calcio.

33) Liverpool: odio o amore?

P.R. Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. (Odio e amo. Perché lo faccia, mi chiedi forse. Non lo so, ma sento che succede e mi struggo).

34) Il mito rossonero d’infanzia?

P.R. Gianni Rivera.

35) L’idolo da “adulto”?

P.R. Franco Baresi.

36) Ora il suo preferito è?

P.R. Restano Gianni Rivera e Franco Baresi.

37) Ha l’autografo di?

P.R. Giovanni Lodetti.

38) Donnarumma, invece, è?

P.R. Antonio, il portiere del Padova.

39) Mangia il kebab?

P.R. Sì.

40) Fa il fantacalcio?

P.R. Una volta. Poi mi sono disintossicato…

41) Scommette?

P.R. No. Nessuna passione per il gioco d’azzardo, in nessuna forma.

42) Rossi o Dida?

P.R. Se posso, nessuno dei due. Come portieri, Piotti o Giovanni Galli.

43) Va sulle Harley come Abbiati?

P.R. No.

44) Tassotti o Cafu?

P.R. Tassotti. Per distacco anche.

45) Kaká o Rui Costa?

P.R. Rui Costa.

46) Boban o Savićević?

P.R. Boban.

47) Helveg o Guly?

P.R. Helveg.

48) Ibou Ba o Roque Júnior?

P.R. Roque Júnior, la nostra versione di Enrico Toti.

49) Van Basten o Shevchenko?

P.R. Van Basten. Insieme sarebbero la coppia più forte di tutti i tempi.

50) Virdis o Massaro?

P.R. Pietro Paolo, Pietro Paolo, dalla curva si alzerà…

51) Simone o Ganz?

P.R. Ganz.

52) Il gol rossonero più bello di sempre?

P.R. Il rigore di Sheva a Manchester.

53) In guerra si porterebbe Gattuso o Kjær?

P.R. La mia definizione di Gattuso: “Con Rino vado anche all’Inferno. Se va male, torniamo indietro. Ma deve andare tutto male…”.

54) Su un’isola deserta porterebbe Giorgia Palmas o Melissa Satta?

P.R. Giorgia Palmas.

55) Sacchi o Ancelotti?

P.R. Sacchi.

56) 4-4-2 o 4-3-1-2?

P.R. Da sacchiano di stretta osservanza: 4-4-2.

57) Tabárez o Terim?

P.R. Óscar Washington “El Profesor” Tabárez. Arrivò nel momento sbagliato, ma era un grandissimo tecnico.

58) Rimpiange di più Aubameyang o Vieira?

P.R. Auba. Ero certo che sarebbe diventato forte.

59) Milanello o Casa Milan?

P.R. Per ragioni di affetto, Milanello.

60) Stadio nuovo: sì o no?

P.R. No. Ma non si può scegliere, si deve fare quello nuovo.

61) Con l’Inter o senza?

P.R. Pur di farlo senza l’Inter ci metto anche soldi miei. Basta che gli “intrusi” non si prendano “San Siro”.

62) Senza stadio, in radio o in tv?

P.R. Faccio radio, ma senza immagini muoio di ansia.

63) Da solo o in compagnia?

P.R. Con i fratelli milanisti.

64) In piedi o sul divano?

P.R. Divano. In piedi seguo il basket.

65) Il libro (rossonero) preferito?

P.R. “L’altra faccia del Milan” perché parla dei tifosi (e anche della nostra Associazione). “La squadra perfetta” tra quelli che parlano di campo.

66) La canzone (rossonera) preferita?

P.R. I cori della curva in generale.

67) Herbert Kilpin è?

P.R. Il Grande Padre Fondatore, la causa di tutto.

68) Milanismo significa?

P.R. In una sola parola non riesco, ma ci provo. Un insieme di valori, un modo di vivere ed essere.

69) Righe strette o larghe?

P.R. Strette.

70) In bianco o in rossonero?

P.R. Rossonero.

71) Ama il giallo?

P.R. No.

72) Ha cravatte gialle?

P.R. No. E non le avrò mai proprio perché erano il simbolo di chi voleva mettere in evidenza sé stesso invece della squadra. Orrore.

73) Ha la foto di Muntari sullo smartphone?

P.R. No. Quella foto dovrebbe essere nei “palazzi del calcio” ma purtroppo non c’è. Ps: sul telefonino ho la foto delle mie figlie. L’unica cosa che conta più del Milan.

74) Pato o Tévez?

P.R. Non penso mai ai rimpianti. Due giocatori fortissimi.

75) Boateng o Nocerino?

P.R. Nocerino.

76) Valentina Giacinti è?

P.R. Il degno capitano del Milan.

77) E Stefano Pioli?

P.R. Una persona sorprendente. Uno dei pochi nel calcio con cui andrei a cena per non parlare di calcio.

78) Crede nel Piolismo?

P.R. Credo nella sua capacità di andare oltre i limiti; i propri e quelli degli altri.

79) Kjær o Romagnoli?

P.R. Kjær. Pensavo fosse forte quando giocava nel Palermo…

80) Bennacer o Tonali?

P.R. Tonali perché è milanista. Ma insieme sono il nostro futuro.

81) Leão o Rebić?

P.R. Difficile… Leão per i margini di crescita.

82) Ibrahimović o Giroud?

P.R. Ibra.

83) Un aggettivo per Zlatan?

P.R. Straordinario. Stesso discorso di Pioli: una capacità fuori dal comune di andare oltre l’ordinario.

84) Uno per Calabria?

P.R. Resiliente.

85) Quest’anno il Milan, in Campionato, si classificherà?

P.R. Primo (è un obbligo visto che siamo arrivati secondi lo scorso anno).

86) E in Champions League?

P.R. Primo (è scaramanzia).

87) Prima la seconda stella o l’ottava Champions?

P.R. In contemporanea si può?

88) La Curva Sud è?

P.R. Il luogo dove sono stato più a lungo a parte casa mia.

89) Il tifoso milanista è?

P.R. Una benedizione per il calcio italiano.

90) Tifare Milan in una parola?

P.R. Cosa buona e giusta.

91) Azionariato: sì o no?

P.R. È l’unica possibilità di sopravvivenza per lo sport italiano. Ogni minuto di attesa è un minuto perso.

92) Ha fiducia in Elliott?

P.R. In un gruppo di persone che sbaglia pochissimo? Non vedo motivi per non farlo.

93) Gli accessori Louis Vuitton le piacciono?

P.R. Mi piacciono tutti gli accessori che fanno bene al Milan e ai miei fratelli rossoneri…

94) Il Diavolo o la Croce di San Giorgio?

P.R. Sul petto, lo stemma della città, come da statuto originario.

95) Duomo o Navigli?

P.R. Duomo.

96) Il Milan in un aggettivo?

P.R. Essenziale (nella mia vita).

97) Milano in un aggettivo?

P.R. Bellissima.

98) Se le dicono “abbasso Milan”, lei risponde…?

P.R. Meglio non averti tra i tifosi del Milan. Se lo pensi, non lo meriti.

99) Se invece la salutano con un “forza Milan”…?

P.R. “Sempre”! 

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MIL – Best goal: la rete più bella scelta dai nostri follower

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Nella gloriosa storia del Milan non ci sono solo grandi campioni e sontuose vittorie, ma anche reti meravigliose. Gesti tecnici ad alto contenuto artistico, perle ineguagliabili, che hanno aggiunto bellezza e fascino alla concretezza dei risultati. Per questo, sulla nostra pagina, abbiamo proposto un ulteriore sondaggio, con una selezione di 8 reti secondo la formula: “quarti di finale-semifinale-finale”, a cui gli appassionati hanno entusiasticamente risposto. Ad aggiudicarsi il premio per il gol più bello nella storia rossonera è stato RICARDO KAKÁ, con la meravigliosa rete siglata contro il Manchester United, nella semifinale d’andata della Champions League del 2007. Il fenomeno brasiliano ha superato in finale Dejan Savićević, con il suo geniale pallonetto nella finale di Coppa dei Campioni del 1994 contro il Barcellona, strappando il 90% delle preferenze. Una rete speciale in uno stadio da sogno, l’ ”Old Trafford”, quello realizzato dal “Bambino d’Oro”. Su un rinvio telecomandato di Dida, il trequartista brasiliano prima vince il duello con Fletcher, poi supera Heinze con un delizioso sombrero e, infine, fa scontrare il difensore argentino con Evra. A quel punto, a tu per tu con Van der Sar, il numero 22 la piazza con il piattone destro e gela “Il Teatro dei Sogni”. Un’azione che pare ispirata da forze sovrannaturali, una delle istantanee più famose della storia del club, una vera e propria opera d’arte. Olio su tela, rigorosamente rossonera.

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MIL – La Top 11 all-time del Milan scelta dai nostri follower

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Il Milan è tra i club più vincenti e iconici nella storia del calcio, in virtù di una serie incredibile di successi e imprese straordinarie. In oltre 120 anni di storia, i rossoneri hanno raggiunto traguardi memorabili, conquistando la bellezza di 48 trofei e diventando il club italiano con più titoli a livello internazionale. In questo stupefacente percorso il diavolo ha potuto contare su una lista interminabile di fuoriclasse, tra i più grandi che questo sport abbia mai conosciuto.

Attraverso un sondaggio lanciato sulla pagina Facebook del nostro magazine (facebook. com/laltrafacciadelmilan) abbiamo chiesto ai nostri follower di scegliere i migliori 11, suddividendoli per ruoli secondo la numerazione tradizionale. Il risultato di questa iniziativa è stato altamente coinvolgente: sono stati oltre 100mila, infatti, gli utenti che si sono lasciati andare a questo tuffo nel mito rossonero. Nonostante qualche rinuncia dolorosa (Tassotti, Nesta, Rijkaard, Rivera e Nordahl su tutti), dovuta probabilmente anche alla giovane età media dei votanti, la formazione scaturita da questa votazione online è una vera e propria delizia, una meravigliosa comunione di campioni che ben rappresenta la grandezza e il prestigio del Milan. In porta, nel nostro ideale 4-2-2-2 fortemente votato all’attacco e allo spettacolo, c’è l’esplosivo Dida (2000-2001; 2002-2010), tra i protagonisti nella magica notte di Manchester con 3 rigori neutralizzati alla Juventus. Sulle fasce spazio all’imprevedibile spinta di Cafu (2003-2008) e alla perfezione stilistica di Paolo Maldini (1984-2009), inevitabile colonna di questa formazione. La coppia centrale è assortita alla perfezione, con la suggestiva autorevolezza di capitan Baresi (1977-1997) e l’intelligenza tattica di Costacurta (1986; 1987-2007). Nel duo di centrocampo, alla corsa e ai polmoni di Gattuso (1999-2012), vera anima di questa squadra, si unisce la regia pulita di Clarence Seedorf (2002-2012). Sulla trequarti brillano invece la classe e l’esuberanza atletica di Gullit (1987-1993; 1994) e Kaká (2003-2009; 2013-2014), pronti a rompere l’equilibrio con le loro magie o a ispirare il meraviglioso tandem d’attacco. Tandem che può contare sulla graziosa eleganza mista a concretezza di Van Basten (1987-1995) e sulle serpentine irresistibili di Shevchenko (1999-2006; 2008-2009). In panchina, a guidare questa invincibile formazione di leggende, c’è Arrigo Sacchi, artefice dei primi grandi successi dell’era Berlusconi, preferito di poco a un altro grande tecnico, Carletto Ancelotti. Al di là dei gusti e delle scelte personali che possono essere diverse, c’è da riconoscere la sublime bellezza di questa Top 11. Un Milan così avrebbe letteralmente infiammato San Siro.

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[Esclusiva] – Intervista a Diego Campagnani (AQM)

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Il nuovo Milan vuole essere protagonista anche nel mondo degli eSport, ovvero gli sport che si basano sull’utilizzo dei videogame. Per lasciare un segno indelebile in questo innovativo ambito sportivo, seguito con interesse da milioni di giovani in tutto il mondo, la società di via Aldo Rossi ha addirittura ridisegnato il suo logo e rivisto il relativo naming, creando la squadra caratterizzata dall’acronimo “AQM”. Si tratta della “crasi” tra Associazione Calcio Milan e Qlash, l’azienda leader nel settore gaming a livello europeo con cui i rossoneri hanno stretto una partnership per partecipare alla eSerie A Tim e ad altre prestigiose competizioni elettroniche di respiro internazionale. Tra gli atleti di punta del team c’è Diego Campagnani, pro-player di livello mondiale noto agli appassionati con il nickname “Crazy Fat Gamer”. Lo abbiamo intervistato.

Diego, partiamo dagli inizi: si può dire che tu sia nato con il joystick in mano… Ricordi la prima partita?

D.C. Gioco ai videogame da quando sono bambino, ma la prima partita è indimenticabile: l’ho disputata con Fifa 97 sulla Playstation 1.

Quando ti sei accorto di avere un’abilità fuori dal comune?

D.C. Alcuni anni fa, dai miei amici. Quando andavo da loro a giocare alla Play, riuscivo a batterli piuttosto agevolmente pur non essendo particolarmente “allenato”, visto che a casa la console io non ce l’avevo.

Quindi anche nei videogiochi l’allenamento aiuta a migliorare…

D.C. Come in tutti gli sport, la pratica e l’allenamento sono fondamentali. Per arrivare ai massimi livelli occorre dedicare a questa disciplina davvero molto tempo.

Quanto?

D.C. Mi alleno dalle 5 alle 7 ore ogni giorno, senza mai trascurare la preparazione fisica, essenziale per poter rilassare e far riposare la mente in maniera adeguata.

L’utilizzo intensivo di videogame può costituire un rischio per la salute?

D.C. Con una gestione ottimale dell’attività, non credo si corra il rischio di sviluppare una dipendenza.

A livello economico, invece, un ePlayer come se la cava?

D.C. È un lavoro e come tale viene retribuito. C’è chi guadagna di più e chi meno: dipende dai risultati che si raggiungono in carriera…

E i tuoi familiari approvano la tua scelta professionale?

D.C. Sono molto contenti! Da sempre mi supportano nel mio percorso.

Veniamo alla chiamata di Qlash: quanto è stata importante per l’esplosione della tua carriera?

D.C. Penso sia stata fondamentale. Insieme, peraltro, siamo riusciti a costruire una storia indimenticabile. Spero che in futuro si possano lasciare ancora tanti “segni”…

Sei poi entrato nell’orbita delle squadre della Serie A italiana, facendo scalpore per il tuo passaggio dall’Inter al Milan. Come hai vissuto questa situazione? Anche perché i tifosi ci sono pure negli eSport…

D.C. Ho affrontato la situazione tenendo bene a mente il fatto che sono un eGamer professionista. Qualche follower ha sicuramente smesso di seguirmi, ma è normale. L’importante è dare sempre il massimo e onorare la squadra per cui si gioca. Essendo un tifoso del Milan, questa volta la maglia pesa ancora di più.

A proposito di Milan, cosa significa per te rappresentare un club così glorioso e amato?

D.C. Un sogno: il Milan è uno dei club più importanti in Italia e nel mondo. Quando indosso la maglia AQM provo un’emozione indescrivibile.

La vittoria a cui sei più legato?

D.C. La conquista del Campionato Italiano di Fifa 18, ma anche la vittoria alla Fut Champions Cup 2, svoltasi a Bucarest: ho quei momenti impressi nella mente come se fossero avvenuti ieri.

Hai già sfidato giocatori della prima squadra del Milan?

D.C. Purtroppo, anche per colpa della pandemia, non si è ancora presentata l’occasione. Spero possa accadere in futuro!

Durante le tue partite, chi è il rossonero che risponde meglio… ai comandi?

D.C. Theo Hernández: è mostruoso anche in Fifa e non solo nella realtà!

Nello scorso campionato elettronico, per il Milan, il finale è stato amaro. Quali sono i prossimi obiettivi?

D.C. Con Fifa 22 cercheremo di vincere il Campionato e arrivare al Mondiale.

E nel tuo futuro cosa c’è oltre al Campionato con il Milan? Il titolo di campione del mondo o, magari, un’Olimpiade?

D.C. Non ci si può mai sentire “arrivati”, nemmeno dopo tante vittorie significative. Per questo, nel mio futuro, c’è la voglia di continuare a vincere e a dimostrare che ogni record può essere infranto: questo è l’aspetto più importante per poter fare bene. 

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IL LIBRO DEL TIFOSO

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