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L’altra faccia del Milan, il libro che celebra i tifosi rossoneri

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Il Milan è una grande storia sportiva, fatta di imprese e campioni, ma anche una cultura, che si tramanda di generazione in generazione. Il merito è dei suoi tifosi, quasi cento milioni nel mondo, che vivono tale passione come una ragione di vita. Per il Milan sono disposti a tutto. Raramente, però, i loro sacrifici ricevono il risalto che meritano: è per questo che il nostro gruppo ha deciso di dedicare loro, prima ancora di questo magazine, un libro intero. Un libro che, peraltro, considerata l’idea ispiratrice, persegue una mission sociale: l’intero ricavato delle vendite (al netto dei costi di stampa e produzione), infatti, viene devoluto ai progetti di Fondazione Milan (che ha contribuito curando la prefazione). “L’altra faccia del Milan”, questo è il titolo del volume (disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale, in italiano e in inglese), raccoglie la voce di 40 tifosi rossoneri rappresentativi di oltre 20 nazioni, i quali narrano in prima persona la loro storia di passione milanista, svelando, appunto, il volto meno noto (ma più autentico) del Milan. Seguono le immagini di alcuni dei Milan Club più calorosi del mondo, che introducono la seconda parte, un omaggio alle tifose rossonere e al Milan Femminile, con l’intervista inedita al capitano Valentina Giacinti. Tra la seconda e la terza parte trovano spazio i “contenuti speciali”: un racconto sui calciatori nordici passati per il Milan e sette splendide grafiche che celebrano le formazioni rossonere capaci di conquistare la Coppa dei Campioni. La terza e ultima parte è un tripudio di milanismo, con le interviste al giornalista Luca Serafini, ad alcuni ex giocatori del Milan approdati in prima squadra dopo la trafila nel settore giovanile (come Daino, Saudati, Marzorati, Perticone) e ad Harvey Esajas, l’amico di Seedorf che riuscì a giocare una manciata di minuti nel Milan di Ancelotti al termine di un commovente cammino di rinascita sportiva e spirituale. In chiusura, il colloquio con Filippo Galli, il racconto dell’incontro con Paolo Maldini e l’intervista esclusiva all’espressione di milanismo più autentica: Franco Baresi. Il tutto accompagnato da oltre 400 foto, molte delle quali inedite, che rendono ancora più vivo questo diario dalle forti tinte rosse e nere.

“L’altra faccia del Milan”, fin dal suo lancio, ha dovuto fare i conti con gli effetti dell’emergenza sanitaria. Nel momento in cui scriviamo questo articolo, è stato possibile organizzare una sola presentazione dal vivo, che si è svolta nell’ambito della Fiera Nazionale della Nocciola 2020, a Cortemilia, in provincia di Cuneo. Nell’occasione, sono intervenuti, oltre ad autorità e istituzioni del posto, l’ex rossonero Daniele Daino e Benedetto Di Blasi di Fondazione Milan. Si è parlato del volume anche su “Radio Rossonera”, in una puntata speciale che ha visto la partecipazione di Valentina Giacinti, realizzata grazie all’interessamento e alla disponibilità di Pierangelo Rigattieri di “Milanisti 1899”. In parallelo, il libro è stato promosso, attraverso post “alternativi” e ricercati, sull’omonima pagina Facebook che è seguita da oltre 100mila appassionati. Finora sono state vendute oltre 700 copie che hanno permesso di devolvere a Fondazione Milan più di 1.500 euro. Alcune copie sono state consegnate in omaggio alla Biblioteca Civica di Cortemilia e all’Istituto di Istruzione Superiore Piera Cillario Ferrero di Alba. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del libro: laltrafacciadelmilan.com

Tra i protagonisti del libro “L’altra faccia del Milan” c’è Fidel Voglino, tifoso argentino, discendente di una famiglia piemontese emigrata in Sud America, che nutriva una simpatia per il Milan e, in generale, per tutte le squadre con la maglietta a strisce verticali rosse e nere, proprio come il suo club del cuore, il San Lorenzo di Mar del Plata. Una passione che lo aveva portato a collezionare maglie rossonere provenienti da tutto il mondo: ne aveva oltre 200. Purtroppo, parliamo di Fidel al passato perché, nelle scorse settimane, la brutta malattia che lo tormentava da tempo se l’è portato via per sempre. Per volere della famiglia, la sua collezione è stata donata al club del San Lorenzo, che l’ha resa una mostra permanente. L’esposizione è stata inaugurata il 1° agosto 2021 in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della squadra argentina. Abbiamo voluto contribuire a omaggiare la memoria di Fidel inviando al San Lorenzo di Mar del Plata una copia del libro e una maglia del Milan personalizzata per il nostro compianto amico. Libro e maglia sono ora esposti nella mostra “Fidel Voglino”: siamo davvero orgogliosi!

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MIL – Best goal: la rete più bella scelta dai nostri follower

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Nella gloriosa storia del Milan non ci sono solo grandi campioni e sontuose vittorie, ma anche reti meravigliose. Gesti tecnici ad alto contenuto artistico, perle ineguagliabili, che hanno aggiunto bellezza e fascino alla concretezza dei risultati. Per questo, sulla nostra pagina, abbiamo proposto un ulteriore sondaggio, con una selezione di 8 reti secondo la formula: “quarti di finale-semifinale-finale”, a cui gli appassionati hanno entusiasticamente risposto. Ad aggiudicarsi il premio per il gol più bello nella storia rossonera è stato RICARDO KAKÁ, con la meravigliosa rete siglata contro il Manchester United, nella semifinale d’andata della Champions League del 2007. Il fenomeno brasiliano ha superato in finale Dejan Savićević, con il suo geniale pallonetto nella finale di Coppa dei Campioni del 1994 contro il Barcellona, strappando il 90% delle preferenze. Una rete speciale in uno stadio da sogno, l’ ”Old Trafford”, quello realizzato dal “Bambino d’Oro”. Su un rinvio telecomandato di Dida, il trequartista brasiliano prima vince il duello con Fletcher, poi supera Heinze con un delizioso sombrero e, infine, fa scontrare il difensore argentino con Evra. A quel punto, a tu per tu con Van der Sar, il numero 22 la piazza con il piattone destro e gela “Il Teatro dei Sogni”. Un’azione che pare ispirata da forze sovrannaturali, una delle istantanee più famose della storia del club, una vera e propria opera d’arte. Olio su tela, rigorosamente rossonera.

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MIL – La Top 11 all-time del Milan scelta dai nostri follower

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Il Milan è tra i club più vincenti e iconici nella storia del calcio, in virtù di una serie incredibile di successi e imprese straordinarie. In oltre 120 anni di storia, i rossoneri hanno raggiunto traguardi memorabili, conquistando la bellezza di 48 trofei e diventando il club italiano con più titoli a livello internazionale. In questo stupefacente percorso il diavolo ha potuto contare su una lista interminabile di fuoriclasse, tra i più grandi che questo sport abbia mai conosciuto.

Attraverso un sondaggio lanciato sulla pagina Facebook del nostro magazine (facebook. com/laltrafacciadelmilan) abbiamo chiesto ai nostri follower di scegliere i migliori 11, suddividendoli per ruoli secondo la numerazione tradizionale. Il risultato di questa iniziativa è stato altamente coinvolgente: sono stati oltre 100mila, infatti, gli utenti che si sono lasciati andare a questo tuffo nel mito rossonero. Nonostante qualche rinuncia dolorosa (Tassotti, Nesta, Rijkaard, Rivera e Nordahl su tutti), dovuta probabilmente anche alla giovane età media dei votanti, la formazione scaturita da questa votazione online è una vera e propria delizia, una meravigliosa comunione di campioni che ben rappresenta la grandezza e il prestigio del Milan. In porta, nel nostro ideale 4-2-2-2 fortemente votato all’attacco e allo spettacolo, c’è l’esplosivo Dida (2000-2001; 2002-2010), tra i protagonisti nella magica notte di Manchester con 3 rigori neutralizzati alla Juventus. Sulle fasce spazio all’imprevedibile spinta di Cafu (2003-2008) e alla perfezione stilistica di Paolo Maldini (1984-2009), inevitabile colonna di questa formazione. La coppia centrale è assortita alla perfezione, con la suggestiva autorevolezza di capitan Baresi (1977-1997) e l’intelligenza tattica di Costacurta (1986; 1987-2007). Nel duo di centrocampo, alla corsa e ai polmoni di Gattuso (1999-2012), vera anima di questa squadra, si unisce la regia pulita di Clarence Seedorf (2002-2012). Sulla trequarti brillano invece la classe e l’esuberanza atletica di Gullit (1987-1993; 1994) e Kaká (2003-2009; 2013-2014), pronti a rompere l’equilibrio con le loro magie o a ispirare il meraviglioso tandem d’attacco. Tandem che può contare sulla graziosa eleganza mista a concretezza di Van Basten (1987-1995) e sulle serpentine irresistibili di Shevchenko (1999-2006; 2008-2009). In panchina, a guidare questa invincibile formazione di leggende, c’è Arrigo Sacchi, artefice dei primi grandi successi dell’era Berlusconi, preferito di poco a un altro grande tecnico, Carletto Ancelotti. Al di là dei gusti e delle scelte personali che possono essere diverse, c’è da riconoscere la sublime bellezza di questa Top 11. Un Milan così avrebbe letteralmente infiammato San Siro.

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[Esclusiva] – Intervista a Diego Campagnani (AQM)

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Il nuovo Milan vuole essere protagonista anche nel mondo degli eSport, ovvero gli sport che si basano sull’utilizzo dei videogame. Per lasciare un segno indelebile in questo innovativo ambito sportivo, seguito con interesse da milioni di giovani in tutto il mondo, la società di via Aldo Rossi ha addirittura ridisegnato il suo logo e rivisto il relativo naming, creando la squadra caratterizzata dall’acronimo “AQM”. Si tratta della “crasi” tra Associazione Calcio Milan e Qlash, l’azienda leader nel settore gaming a livello europeo con cui i rossoneri hanno stretto una partnership per partecipare alla eSerie A Tim e ad altre prestigiose competizioni elettroniche di respiro internazionale. Tra gli atleti di punta del team c’è Diego Campagnani, pro-player di livello mondiale noto agli appassionati con il nickname “Crazy Fat Gamer”. Lo abbiamo intervistato.

Diego, partiamo dagli inizi: si può dire che tu sia nato con il joystick in mano… Ricordi la prima partita?

D.C. Gioco ai videogame da quando sono bambino, ma la prima partita è indimenticabile: l’ho disputata con Fifa 97 sulla Playstation 1.

Quando ti sei accorto di avere un’abilità fuori dal comune?

D.C. Alcuni anni fa, dai miei amici. Quando andavo da loro a giocare alla Play, riuscivo a batterli piuttosto agevolmente pur non essendo particolarmente “allenato”, visto che a casa la console io non ce l’avevo.

Quindi anche nei videogiochi l’allenamento aiuta a migliorare…

D.C. Come in tutti gli sport, la pratica e l’allenamento sono fondamentali. Per arrivare ai massimi livelli occorre dedicare a questa disciplina davvero molto tempo.

Quanto?

D.C. Mi alleno dalle 5 alle 7 ore ogni giorno, senza mai trascurare la preparazione fisica, essenziale per poter rilassare e far riposare la mente in maniera adeguata.

L’utilizzo intensivo di videogame può costituire un rischio per la salute?

D.C. Con una gestione ottimale dell’attività, non credo si corra il rischio di sviluppare una dipendenza.

A livello economico, invece, un ePlayer come se la cava?

D.C. È un lavoro e come tale viene retribuito. C’è chi guadagna di più e chi meno: dipende dai risultati che si raggiungono in carriera…

E i tuoi familiari approvano la tua scelta professionale?

D.C. Sono molto contenti! Da sempre mi supportano nel mio percorso.

Veniamo alla chiamata di Qlash: quanto è stata importante per l’esplosione della tua carriera?

D.C. Penso sia stata fondamentale. Insieme, peraltro, siamo riusciti a costruire una storia indimenticabile. Spero che in futuro si possano lasciare ancora tanti “segni”…

Sei poi entrato nell’orbita delle squadre della Serie A italiana, facendo scalpore per il tuo passaggio dall’Inter al Milan. Come hai vissuto questa situazione? Anche perché i tifosi ci sono pure negli eSport…

D.C. Ho affrontato la situazione tenendo bene a mente il fatto che sono un eGamer professionista. Qualche follower ha sicuramente smesso di seguirmi, ma è normale. L’importante è dare sempre il massimo e onorare la squadra per cui si gioca. Essendo un tifoso del Milan, questa volta la maglia pesa ancora di più.

A proposito di Milan, cosa significa per te rappresentare un club così glorioso e amato?

D.C. Un sogno: il Milan è uno dei club più importanti in Italia e nel mondo. Quando indosso la maglia AQM provo un’emozione indescrivibile.

La vittoria a cui sei più legato?

D.C. La conquista del Campionato Italiano di Fifa 18, ma anche la vittoria alla Fut Champions Cup 2, svoltasi a Bucarest: ho quei momenti impressi nella mente come se fossero avvenuti ieri.

Hai già sfidato giocatori della prima squadra del Milan?

D.C. Purtroppo, anche per colpa della pandemia, non si è ancora presentata l’occasione. Spero possa accadere in futuro!

Durante le tue partite, chi è il rossonero che risponde meglio… ai comandi?

D.C. Theo Hernández: è mostruoso anche in Fifa e non solo nella realtà!

Nello scorso campionato elettronico, per il Milan, il finale è stato amaro. Quali sono i prossimi obiettivi?

D.C. Con Fifa 22 cercheremo di vincere il Campionato e arrivare al Mondiale.

E nel tuo futuro cosa c’è oltre al Campionato con il Milan? Il titolo di campione del mondo o, magari, un’Olimpiade?

D.C. Non ci si può mai sentire “arrivati”, nemmeno dopo tante vittorie significative. Per questo, nel mio futuro, c’è la voglia di continuare a vincere e a dimostrare che ogni record può essere infranto: questo è l’aspetto più importante per poter fare bene. 

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IL LIBRO DEL TIFOSO

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