Connect with us

MIL

Le maglie del Milan ai raggi X – Intervista a Matteo Perri (Passione Maglie)

Published

on

Nella stagione di ogni appassionato di calcio c’è solo un momento atteso quanto il mercato: il lancio della nuova maglia. Se in passato la divisa veniva presentata durante il raduno estivo, oggi le cose sono cambiate e l’esordio avviene nelle ultime gare della stagione in corso. Un cambio di tendenza che non ha comunque raffreddato l’interesse da parte dei tifosi, compresi quelli milanisti, che anche quest’anno saranno “vestiti” da Puma. Abbiamo approfondito questo tema colloquiando con Matteo Perri, fondatore del portale numero uno in Italia sulle divise da gioco “Passione Maglie” e, quindi, uno dei maggiori conoscitori italiani di magliette da calcio.

Perri, partiamo dall’attualità: cosa pensa della curiosa soluzione, con strisce di larghezza differente, utilizzata da Puma per la maglia “home” dei rossoneri?

M.P. Dopo tre stagioni di maglie casalinghe piuttosto classiche, attendevo una proposta moderna da parte di Puma. Le strisce di spessore differente sono state già sperimentate in passato da altri brand, proprio il Milan le ha avute nella stagione 2014-2015: trovo siano un giusto compromesso per modernizzare una maglia a righe verticali. Di questa versione apprezzo la simmetria e il tono di rosso, avrei solo evitato l’inserto nero sui fianchi e, forse, evidenziato con un bordo più spesso la scollatura a V.

E, invece, come valuta la nuova maglia da trasferta, quella bianca per intenderci, che peraltro veicola un messaggio di responsabilità sociale e i valori di Fondazione Milan?

M.P. Mi intriga la scelta di un bianco “dorato” per una divisa quasi sacra per i tifosi rossoneri. Nell’insieme, però, il kit rischia di essere scarno; avrei optato per qualche inserto in contrasto a richiamare i colori sociali. Chiaramente approvo l’iniziativa benefica di Fondazione Milan che vedrà la luce in una delle sei città coinvolte in tutto il mondo.

La terza, tornata a essere nera, mostra una trama in filigrana e la scritta AC Milan sul petto. La convince questa soluzione?

M.P. Risposta secca: no. Questo modello che Puma, con molto coraggio, ha proposto per tutti i suoi top club non trova il mio gradimento: l’assenza dello stemma sul petto si fa sentire e la scritta AC Milan crea confusione con lo sponsor. Resta comunque una terza maglia e, pertanto, credo sia giusto osare di più: non sono d’accordo con alcune delle critiche lette sul web. Bellissima se invece fosse stata una maglia da riscaldamento pre-gara.

Come giudica, in generale, il lavoro svolto da Puma per il Milan?

M.P. Il matrimonio con Puma, per me, è stato molto positivo finora. Se dovessi dare un voto, direi: 7,5. In particolare, con le maglie casalinghe è rimasta nel solco della tradizione concedendosi quel giusto tocco di modernità. Mi sarei aspettato qualche guizzo in più sulla seconda maglia.

Qual è la maglia della “gestione Puma” che apprezza di più?

M.P. Sono molto combattuto tra la maglia a righe strette del 2019-2020 e quella dello scorso anno con i dettagli architettonici della Galleria Vittorio Emanuele: voto quest’ultima con la quale il Milan ha finalmente riconquistato l’accesso in Champions League.

Guardando all’intera storia del Milan, quali magliette rossonere mette sul podio?

M.P. Impresa ardua: parto con la prima maglia del Milan di cui ho ricordi da bambino, ossia quella di Kappa del 1989-1990: palatura classica, colletto a polo e la Coppa dei Campioni ricamata sul petto sormontata dalla stella, bellissima. A seguire, la maglia “away” di Lotto del 1995-1996 con il palo centrale rossonero; della stessa annata ricordo anche la divisa gialla, colore che mi piacerebbe rivedere. Infine, il “canto del cigno” di Adidas, la maglia rossonera del 2017-2018.

Una curiosità. Ogni anno, il Milan si presenta al via della stagione senza la maglia numero 6 e la numero 3, ritirate dopo gli addii dei “legittimi” proprietari, Franco Baresi e Paolo Maldini. Da cultore delle maglie da gioco e delle relative numerazioni, condivide questa scelta?

M.P. Sono decisamente contrario al ritiro dei numeri di maglia. Ritengo che un giovane calciatore debba poter sognare di indossare la maglia di un grande campione. Propongo un compromesso: in omaggio alle leggende del club, si ritirino i loro numeri per almeno una stagione dopo il ritiro.

Cosa c’è dietro ogni maglietta? Come si progetta una divisa da gioco?

M.P. La progettazione di una divisa da gioco per un club come il Milan inizia quasi due anni prima del lancio. È il risultato fra quelle che sono le richieste della società e le esigenze dello sponsor tecnico; quest’ultimo deve rispettare le linee guida di design della stagione che possono essere condivise fra più squadre sponsorizzate. In breve, il processo standard prevede la creazione dei primi bozzetti da parte del brand e la discussione con il club fino alla realizzazione dei rendering 3d per visionare l’effetto finale. Una volta scelto il modello è il turno dei prototipi dei quali occorre valutare la vestibilità e ogni minimo dettaglio, fino ad arrivare al prodotto finito. Solo in seguito, parte la produzione su larga scala.

Lei ha mai “disegnato” una divisa?

M.P. Da ragazzo disegnavo sul diario le maglie della mia squadra del cuore, il Parma; non sono mai andato oltre. Mi piacerebbe, però, disegnare una divisa di “Passione Maglie” insieme alla nostra community, è un’idea per il futuro.

Se fosse chiamato a farlo, come disegnerebbe la nuova maglia “home” del Milan? Quali accorgimenti proporrebbe?

M.P. Lascio volentieri il compito ai professionisti designer; mi piacerebbe, però, rivedere sulla maglia lo scudo crociato di Milano, magari spostando lo stemma sulla manica.

Advertisement

MIL

MIL – Best goal: la rete più bella scelta dai nostri follower

Published

on

Nella gloriosa storia del Milan non ci sono solo grandi campioni e sontuose vittorie, ma anche reti meravigliose. Gesti tecnici ad alto contenuto artistico, perle ineguagliabili, che hanno aggiunto bellezza e fascino alla concretezza dei risultati. Per questo, sulla nostra pagina, abbiamo proposto un ulteriore sondaggio, con una selezione di 8 reti secondo la formula: “quarti di finale-semifinale-finale”, a cui gli appassionati hanno entusiasticamente risposto. Ad aggiudicarsi il premio per il gol più bello nella storia rossonera è stato RICARDO KAKÁ, con la meravigliosa rete siglata contro il Manchester United, nella semifinale d’andata della Champions League del 2007. Il fenomeno brasiliano ha superato in finale Dejan Savićević, con il suo geniale pallonetto nella finale di Coppa dei Campioni del 1994 contro il Barcellona, strappando il 90% delle preferenze. Una rete speciale in uno stadio da sogno, l’ ”Old Trafford”, quello realizzato dal “Bambino d’Oro”. Su un rinvio telecomandato di Dida, il trequartista brasiliano prima vince il duello con Fletcher, poi supera Heinze con un delizioso sombrero e, infine, fa scontrare il difensore argentino con Evra. A quel punto, a tu per tu con Van der Sar, il numero 22 la piazza con il piattone destro e gela “Il Teatro dei Sogni”. Un’azione che pare ispirata da forze sovrannaturali, una delle istantanee più famose della storia del club, una vera e propria opera d’arte. Olio su tela, rigorosamente rossonera.

Continue Reading

MIL

MIL – La Top 11 all-time del Milan scelta dai nostri follower

Published

on

Il Milan è tra i club più vincenti e iconici nella storia del calcio, in virtù di una serie incredibile di successi e imprese straordinarie. In oltre 120 anni di storia, i rossoneri hanno raggiunto traguardi memorabili, conquistando la bellezza di 48 trofei e diventando il club italiano con più titoli a livello internazionale. In questo stupefacente percorso il diavolo ha potuto contare su una lista interminabile di fuoriclasse, tra i più grandi che questo sport abbia mai conosciuto.

Attraverso un sondaggio lanciato sulla pagina Facebook del nostro magazine (facebook. com/laltrafacciadelmilan) abbiamo chiesto ai nostri follower di scegliere i migliori 11, suddividendoli per ruoli secondo la numerazione tradizionale. Il risultato di questa iniziativa è stato altamente coinvolgente: sono stati oltre 100mila, infatti, gli utenti che si sono lasciati andare a questo tuffo nel mito rossonero. Nonostante qualche rinuncia dolorosa (Tassotti, Nesta, Rijkaard, Rivera e Nordahl su tutti), dovuta probabilmente anche alla giovane età media dei votanti, la formazione scaturita da questa votazione online è una vera e propria delizia, una meravigliosa comunione di campioni che ben rappresenta la grandezza e il prestigio del Milan. In porta, nel nostro ideale 4-2-2-2 fortemente votato all’attacco e allo spettacolo, c’è l’esplosivo Dida (2000-2001; 2002-2010), tra i protagonisti nella magica notte di Manchester con 3 rigori neutralizzati alla Juventus. Sulle fasce spazio all’imprevedibile spinta di Cafu (2003-2008) e alla perfezione stilistica di Paolo Maldini (1984-2009), inevitabile colonna di questa formazione. La coppia centrale è assortita alla perfezione, con la suggestiva autorevolezza di capitan Baresi (1977-1997) e l’intelligenza tattica di Costacurta (1986; 1987-2007). Nel duo di centrocampo, alla corsa e ai polmoni di Gattuso (1999-2012), vera anima di questa squadra, si unisce la regia pulita di Clarence Seedorf (2002-2012). Sulla trequarti brillano invece la classe e l’esuberanza atletica di Gullit (1987-1993; 1994) e Kaká (2003-2009; 2013-2014), pronti a rompere l’equilibrio con le loro magie o a ispirare il meraviglioso tandem d’attacco. Tandem che può contare sulla graziosa eleganza mista a concretezza di Van Basten (1987-1995) e sulle serpentine irresistibili di Shevchenko (1999-2006; 2008-2009). In panchina, a guidare questa invincibile formazione di leggende, c’è Arrigo Sacchi, artefice dei primi grandi successi dell’era Berlusconi, preferito di poco a un altro grande tecnico, Carletto Ancelotti. Al di là dei gusti e delle scelte personali che possono essere diverse, c’è da riconoscere la sublime bellezza di questa Top 11. Un Milan così avrebbe letteralmente infiammato San Siro.

Continue Reading

MIL

[Esclusiva] – Intervista a Diego Campagnani (AQM)

Published

on

Il nuovo Milan vuole essere protagonista anche nel mondo degli eSport, ovvero gli sport che si basano sull’utilizzo dei videogame. Per lasciare un segno indelebile in questo innovativo ambito sportivo, seguito con interesse da milioni di giovani in tutto il mondo, la società di via Aldo Rossi ha addirittura ridisegnato il suo logo e rivisto il relativo naming, creando la squadra caratterizzata dall’acronimo “AQM”. Si tratta della “crasi” tra Associazione Calcio Milan e Qlash, l’azienda leader nel settore gaming a livello europeo con cui i rossoneri hanno stretto una partnership per partecipare alla eSerie A Tim e ad altre prestigiose competizioni elettroniche di respiro internazionale. Tra gli atleti di punta del team c’è Diego Campagnani, pro-player di livello mondiale noto agli appassionati con il nickname “Crazy Fat Gamer”. Lo abbiamo intervistato.

Diego, partiamo dagli inizi: si può dire che tu sia nato con il joystick in mano… Ricordi la prima partita?

D.C. Gioco ai videogame da quando sono bambino, ma la prima partita è indimenticabile: l’ho disputata con Fifa 97 sulla Playstation 1.

Quando ti sei accorto di avere un’abilità fuori dal comune?

D.C. Alcuni anni fa, dai miei amici. Quando andavo da loro a giocare alla Play, riuscivo a batterli piuttosto agevolmente pur non essendo particolarmente “allenato”, visto che a casa la console io non ce l’avevo.

Quindi anche nei videogiochi l’allenamento aiuta a migliorare…

D.C. Come in tutti gli sport, la pratica e l’allenamento sono fondamentali. Per arrivare ai massimi livelli occorre dedicare a questa disciplina davvero molto tempo.

Quanto?

D.C. Mi alleno dalle 5 alle 7 ore ogni giorno, senza mai trascurare la preparazione fisica, essenziale per poter rilassare e far riposare la mente in maniera adeguata.

L’utilizzo intensivo di videogame può costituire un rischio per la salute?

D.C. Con una gestione ottimale dell’attività, non credo si corra il rischio di sviluppare una dipendenza.

A livello economico, invece, un ePlayer come se la cava?

D.C. È un lavoro e come tale viene retribuito. C’è chi guadagna di più e chi meno: dipende dai risultati che si raggiungono in carriera…

E i tuoi familiari approvano la tua scelta professionale?

D.C. Sono molto contenti! Da sempre mi supportano nel mio percorso.

Veniamo alla chiamata di Qlash: quanto è stata importante per l’esplosione della tua carriera?

D.C. Penso sia stata fondamentale. Insieme, peraltro, siamo riusciti a costruire una storia indimenticabile. Spero che in futuro si possano lasciare ancora tanti “segni”…

Sei poi entrato nell’orbita delle squadre della Serie A italiana, facendo scalpore per il tuo passaggio dall’Inter al Milan. Come hai vissuto questa situazione? Anche perché i tifosi ci sono pure negli eSport…

D.C. Ho affrontato la situazione tenendo bene a mente il fatto che sono un eGamer professionista. Qualche follower ha sicuramente smesso di seguirmi, ma è normale. L’importante è dare sempre il massimo e onorare la squadra per cui si gioca. Essendo un tifoso del Milan, questa volta la maglia pesa ancora di più.

A proposito di Milan, cosa significa per te rappresentare un club così glorioso e amato?

D.C. Un sogno: il Milan è uno dei club più importanti in Italia e nel mondo. Quando indosso la maglia AQM provo un’emozione indescrivibile.

La vittoria a cui sei più legato?

D.C. La conquista del Campionato Italiano di Fifa 18, ma anche la vittoria alla Fut Champions Cup 2, svoltasi a Bucarest: ho quei momenti impressi nella mente come se fossero avvenuti ieri.

Hai già sfidato giocatori della prima squadra del Milan?

D.C. Purtroppo, anche per colpa della pandemia, non si è ancora presentata l’occasione. Spero possa accadere in futuro!

Durante le tue partite, chi è il rossonero che risponde meglio… ai comandi?

D.C. Theo Hernández: è mostruoso anche in Fifa e non solo nella realtà!

Nello scorso campionato elettronico, per il Milan, il finale è stato amaro. Quali sono i prossimi obiettivi?

D.C. Con Fifa 22 cercheremo di vincere il Campionato e arrivare al Mondiale.

E nel tuo futuro cosa c’è oltre al Campionato con il Milan? Il titolo di campione del mondo o, magari, un’Olimpiade?

D.C. Non ci si può mai sentire “arrivati”, nemmeno dopo tante vittorie significative. Per questo, nel mio futuro, c’è la voglia di continuare a vincere e a dimostrare che ogni record può essere infranto: questo è l’aspetto più importante per poter fare bene. 

Continue Reading

IL LIBRO DEL TIFOSO

Advertisement