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MIL – L’editoriale di Enrico Fonte

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Chi è cresciuto nel mito di riviste appassionanti come “Forza Milan!” e “Milan Squadra Mia” (oltre che di un Diavolo stellare, l’origine di tutto) oggi si sente un po’ orfano. Certo, quelle pubblicazioni non ci dicevano dove fosse andato in vacanza Desailly e nemmeno che auto avesse acquistato Marco Simone (del resto, non che ce ne fregasse qualcosa), ma sapevano farci toccare il cielo con un dito. Non vogliamo fare i nostalgici a tutti i costi. Anche noi siamo utenti (e vittime) dei tanti siti “newser” che assicurano aggiornamenti milanisti 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. E diciamo di più: ora come ora, vista l’abitudine, difficilmente riusciremmo a farne a meno. Dunque, lunga vita a tutti loro. Con un però. Quel vuoto, a cui accennavamo in apertura, non è ancora stato colmato, nonostante le notizie a raffica, i video, le storie, i contest, i podcast, e chi più ne ha ne metta. Ci manca il sapore fisico, un po’ rétro dirà qualcuno, di quelle riviste. Ci manca avere tra le mani un pezzo del nostro Milan da sfogliare, da vivisezionare, da consumare fino all’ultima riga. Ci mancano i poster da affiggere ai muri. Ci mancano i gadget (a volte completamente inutili, ma comunque irrinunciabili!) per poter esibire ancora di più il nostro milanismo viscerale. Ci manca la posta dei lettori per poter sognare di parlare direttamente ai nostri idoli. Ci manca il primo numero della stagione. Un autentico “must” che non poteva mancare sulle nostre scrivanie o nelle valigie delle nostre vacanze. È proprio da qui che siamo partiti. Dal desiderio di regalarci (lo so, siamo egoisti) e di regalare (nel vero senso della parola) a ciascun milanista il fascino di quei numeri speciali di inizio stagione che ci preparavano nel migliore dei modi all’imminente annata a forti tinte rossonere. Due anni fa, ci eravamo innamorati di “120Milan”, specie il sottoscritto, giornalista piemontese con il Milan nel cuore che, dopo aver visto svanire la possibilità di scrivere su “Forza Milan!” (perché chiuso), grazie alla disponibilità di Luca Serafini e Vittorio Mentana, era riuscito a salire a bordo della nuova iniziativa editoriale. Ma finì tutto dopo il numero tre. Peccato, davvero un grosso peccato. Non mi sono comunque dato per vinto (mai smettere di inseguire i propri sogni, a proposito) e mi sono anche regalato un viaggio a Liverpool, nel marzo del 2019, per seguire dal vivo l’amichevole delle leggende. È stata la folgorazione. Ne è nato un libro che celebra i tifosi milanisti di tutto il mondo e che cerca di fare del bene perché i proventi vanno in beneficenza a Fondazione Milan (che ha curato la prefazione). Lungo il percorso successivo, ho incontrato tanti tifosi, che mi hanno riempito il cuore di gioia, e alcuni tifosi/giornalisti, che hanno deciso di supportarmi nei miei progetti. Il più attivo è sicuramente stato Domenico Abbondandolo (annotate nome e cognome), giovane avellinese dall’animo rossonero che oggi collabora alla gestione della pagina Facebook legata al mio libro e, soprattutto, è motore inesauribile di idee. Dalla nostra “collisione” ha avuto origine il magazine che avete ora per le mani: “Mil”, la rivista che mostra “L’altra faccia del Milan”. Nuove prospettive, ma schemi consolidati. Sì, perché l’impostazione è quella che richiama le pubblicazioni del passato. Ovvero: schede tecniche per presentare ciascun calciatore presente nella rosa di mister Pioli, ritratti dei principali protagonisti, calendari, approfondimenti di mercato e tattica e tanti, tantissimi contenuti esclusivi, come quattro interviste inedite ad altrettante leggende rossonere: Abbiati, Altafini, Capello e Costacurta. Ma anche curiosità, come i focus sulle maglie da gioco e sulla squadra del Milan impegnata nei campionati elettronici. Tutto ciò senza dimenticare quella che è l’essenza più autentica del club, ovvero i tifosi, e nemmeno i punti di vista degli esperti (non a tutti i costi milanisti, anche per uscire un po’ dalla “comfort zone”), come Roberto Beccantini (sull’europeismo del Milan) e Gaia Brunelli (sulla stagione del Milan Femminile). C’è pure il poster, oltre a tante altre sorprese. Nuovo (rispetto alle riviste del passato) il format, che inevitabilmente tiene conto delle evoluzioni del settore: il magazine, dall’alto impatto grafico (grazie alla sapiente cura dell’agenzia hellobarrio), è sfogliabile gratuitamente online, assumendo dunque i tratti di una pratica guida alla stagione facilmente trasportabile in mobilità, impreziosita dalla presenza di contenuti multimediali e dall’interattività. Chi vorrà sfogliarla “fisicamente” potrà ordinare (a fronte di una donazione) una copia cartacea che gli sarà recapitata a casa in una confezione “premium” da collezione. E dopo questo numero cosa succederà? A noi piacerebbe continuare. Non ci nascondiamo. Ma un progetto del genere richiede risorse piuttosto significative. Ce la metteremo tutta per dare seguito a questo numero che a noi piace definire da collezione, ma al momento, purtroppo, non abbiamo certezze. Nel frattempo, l’unica cosa da fare è gustarsi il magazine e, se vi sarà piaciuto, segnalarlo ai vostri amici milanisti. Credendoci sempre, in ogni cosa che fate. Proprio come fa il nostro (nuovo) Milan, che quest’anno torna a giocare nella sua casa. La Champions League.

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MIL – Best goal: la rete più bella scelta dai nostri follower

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Nella gloriosa storia del Milan non ci sono solo grandi campioni e sontuose vittorie, ma anche reti meravigliose. Gesti tecnici ad alto contenuto artistico, perle ineguagliabili, che hanno aggiunto bellezza e fascino alla concretezza dei risultati. Per questo, sulla nostra pagina, abbiamo proposto un ulteriore sondaggio, con una selezione di 8 reti secondo la formula: “quarti di finale-semifinale-finale”, a cui gli appassionati hanno entusiasticamente risposto. Ad aggiudicarsi il premio per il gol più bello nella storia rossonera è stato RICARDO KAKÁ, con la meravigliosa rete siglata contro il Manchester United, nella semifinale d’andata della Champions League del 2007. Il fenomeno brasiliano ha superato in finale Dejan Savićević, con il suo geniale pallonetto nella finale di Coppa dei Campioni del 1994 contro il Barcellona, strappando il 90% delle preferenze. Una rete speciale in uno stadio da sogno, l’ ”Old Trafford”, quello realizzato dal “Bambino d’Oro”. Su un rinvio telecomandato di Dida, il trequartista brasiliano prima vince il duello con Fletcher, poi supera Heinze con un delizioso sombrero e, infine, fa scontrare il difensore argentino con Evra. A quel punto, a tu per tu con Van der Sar, il numero 22 la piazza con il piattone destro e gela “Il Teatro dei Sogni”. Un’azione che pare ispirata da forze sovrannaturali, una delle istantanee più famose della storia del club, una vera e propria opera d’arte. Olio su tela, rigorosamente rossonera.

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MIL – La Top 11 all-time del Milan scelta dai nostri follower

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Il Milan è tra i club più vincenti e iconici nella storia del calcio, in virtù di una serie incredibile di successi e imprese straordinarie. In oltre 120 anni di storia, i rossoneri hanno raggiunto traguardi memorabili, conquistando la bellezza di 48 trofei e diventando il club italiano con più titoli a livello internazionale. In questo stupefacente percorso il diavolo ha potuto contare su una lista interminabile di fuoriclasse, tra i più grandi che questo sport abbia mai conosciuto.

Attraverso un sondaggio lanciato sulla pagina Facebook del nostro magazine (facebook. com/laltrafacciadelmilan) abbiamo chiesto ai nostri follower di scegliere i migliori 11, suddividendoli per ruoli secondo la numerazione tradizionale. Il risultato di questa iniziativa è stato altamente coinvolgente: sono stati oltre 100mila, infatti, gli utenti che si sono lasciati andare a questo tuffo nel mito rossonero. Nonostante qualche rinuncia dolorosa (Tassotti, Nesta, Rijkaard, Rivera e Nordahl su tutti), dovuta probabilmente anche alla giovane età media dei votanti, la formazione scaturita da questa votazione online è una vera e propria delizia, una meravigliosa comunione di campioni che ben rappresenta la grandezza e il prestigio del Milan. In porta, nel nostro ideale 4-2-2-2 fortemente votato all’attacco e allo spettacolo, c’è l’esplosivo Dida (2000-2001; 2002-2010), tra i protagonisti nella magica notte di Manchester con 3 rigori neutralizzati alla Juventus. Sulle fasce spazio all’imprevedibile spinta di Cafu (2003-2008) e alla perfezione stilistica di Paolo Maldini (1984-2009), inevitabile colonna di questa formazione. La coppia centrale è assortita alla perfezione, con la suggestiva autorevolezza di capitan Baresi (1977-1997) e l’intelligenza tattica di Costacurta (1986; 1987-2007). Nel duo di centrocampo, alla corsa e ai polmoni di Gattuso (1999-2012), vera anima di questa squadra, si unisce la regia pulita di Clarence Seedorf (2002-2012). Sulla trequarti brillano invece la classe e l’esuberanza atletica di Gullit (1987-1993; 1994) e Kaká (2003-2009; 2013-2014), pronti a rompere l’equilibrio con le loro magie o a ispirare il meraviglioso tandem d’attacco. Tandem che può contare sulla graziosa eleganza mista a concretezza di Van Basten (1987-1995) e sulle serpentine irresistibili di Shevchenko (1999-2006; 2008-2009). In panchina, a guidare questa invincibile formazione di leggende, c’è Arrigo Sacchi, artefice dei primi grandi successi dell’era Berlusconi, preferito di poco a un altro grande tecnico, Carletto Ancelotti. Al di là dei gusti e delle scelte personali che possono essere diverse, c’è da riconoscere la sublime bellezza di questa Top 11. Un Milan così avrebbe letteralmente infiammato San Siro.

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[Esclusiva] – Intervista a Diego Campagnani (AQM)

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Il nuovo Milan vuole essere protagonista anche nel mondo degli eSport, ovvero gli sport che si basano sull’utilizzo dei videogame. Per lasciare un segno indelebile in questo innovativo ambito sportivo, seguito con interesse da milioni di giovani in tutto il mondo, la società di via Aldo Rossi ha addirittura ridisegnato il suo logo e rivisto il relativo naming, creando la squadra caratterizzata dall’acronimo “AQM”. Si tratta della “crasi” tra Associazione Calcio Milan e Qlash, l’azienda leader nel settore gaming a livello europeo con cui i rossoneri hanno stretto una partnership per partecipare alla eSerie A Tim e ad altre prestigiose competizioni elettroniche di respiro internazionale. Tra gli atleti di punta del team c’è Diego Campagnani, pro-player di livello mondiale noto agli appassionati con il nickname “Crazy Fat Gamer”. Lo abbiamo intervistato.

Diego, partiamo dagli inizi: si può dire che tu sia nato con il joystick in mano… Ricordi la prima partita?

D.C. Gioco ai videogame da quando sono bambino, ma la prima partita è indimenticabile: l’ho disputata con Fifa 97 sulla Playstation 1.

Quando ti sei accorto di avere un’abilità fuori dal comune?

D.C. Alcuni anni fa, dai miei amici. Quando andavo da loro a giocare alla Play, riuscivo a batterli piuttosto agevolmente pur non essendo particolarmente “allenato”, visto che a casa la console io non ce l’avevo.

Quindi anche nei videogiochi l’allenamento aiuta a migliorare…

D.C. Come in tutti gli sport, la pratica e l’allenamento sono fondamentali. Per arrivare ai massimi livelli occorre dedicare a questa disciplina davvero molto tempo.

Quanto?

D.C. Mi alleno dalle 5 alle 7 ore ogni giorno, senza mai trascurare la preparazione fisica, essenziale per poter rilassare e far riposare la mente in maniera adeguata.

L’utilizzo intensivo di videogame può costituire un rischio per la salute?

D.C. Con una gestione ottimale dell’attività, non credo si corra il rischio di sviluppare una dipendenza.

A livello economico, invece, un ePlayer come se la cava?

D.C. È un lavoro e come tale viene retribuito. C’è chi guadagna di più e chi meno: dipende dai risultati che si raggiungono in carriera…

E i tuoi familiari approvano la tua scelta professionale?

D.C. Sono molto contenti! Da sempre mi supportano nel mio percorso.

Veniamo alla chiamata di Qlash: quanto è stata importante per l’esplosione della tua carriera?

D.C. Penso sia stata fondamentale. Insieme, peraltro, siamo riusciti a costruire una storia indimenticabile. Spero che in futuro si possano lasciare ancora tanti “segni”…

Sei poi entrato nell’orbita delle squadre della Serie A italiana, facendo scalpore per il tuo passaggio dall’Inter al Milan. Come hai vissuto questa situazione? Anche perché i tifosi ci sono pure negli eSport…

D.C. Ho affrontato la situazione tenendo bene a mente il fatto che sono un eGamer professionista. Qualche follower ha sicuramente smesso di seguirmi, ma è normale. L’importante è dare sempre il massimo e onorare la squadra per cui si gioca. Essendo un tifoso del Milan, questa volta la maglia pesa ancora di più.

A proposito di Milan, cosa significa per te rappresentare un club così glorioso e amato?

D.C. Un sogno: il Milan è uno dei club più importanti in Italia e nel mondo. Quando indosso la maglia AQM provo un’emozione indescrivibile.

La vittoria a cui sei più legato?

D.C. La conquista del Campionato Italiano di Fifa 18, ma anche la vittoria alla Fut Champions Cup 2, svoltasi a Bucarest: ho quei momenti impressi nella mente come se fossero avvenuti ieri.

Hai già sfidato giocatori della prima squadra del Milan?

D.C. Purtroppo, anche per colpa della pandemia, non si è ancora presentata l’occasione. Spero possa accadere in futuro!

Durante le tue partite, chi è il rossonero che risponde meglio… ai comandi?

D.C. Theo Hernández: è mostruoso anche in Fifa e non solo nella realtà!

Nello scorso campionato elettronico, per il Milan, il finale è stato amaro. Quali sono i prossimi obiettivi?

D.C. Con Fifa 22 cercheremo di vincere il Campionato e arrivare al Mondiale.

E nel tuo futuro cosa c’è oltre al Campionato con il Milan? Il titolo di campione del mondo o, magari, un’Olimpiade?

D.C. Non ci si può mai sentire “arrivati”, nemmeno dopo tante vittorie significative. Per questo, nel mio futuro, c’è la voglia di continuare a vincere e a dimostrare che ogni record può essere infranto: questo è l’aspetto più importante per poter fare bene. 

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IL LIBRO DEL TIFOSO

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