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L'altra faccia del Milan

“Milanistra”, la grinta dei “leoni” rossoneri di Croazia

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Quasi ogni domenica si sobbarcano mille chilometri (o anche più) perché hanno “il Diavolo in fondo al cuor!”. Sono i ragazzi del Milan Club “Milanistra”, il gruppo di tifosi rossoneri ufficiale della Croazia. Hanno sede (un autentico fortino milanista) a Umago, cittadina istriana di 13 mila abitanti, distante nemmeno un’ora da Trieste e, pur essendosi costituiti come club appena sei anni fa, contano già oltre 200 iscritti. Tutti grandissimi tifosi, come il loro presidente e leader, Michele Castelli. Noi di Milan Reporter lo abbiamo intervistato.

Michele, croato o italiano?
«Milanista! Battute a parte, sono di Umago, in Croazia, ma ho origini italiane. Mio nonno era infatti di Trieste. Ho 30 anni e sono milanista fin da bambino: lo devo a mio padre che quando andavamo a fare la spesa mi comprava sempre il giornalino “Milan, squadra mia” e il mensile “Forza Milan!”. È così che mi sono innamorato del Milan. Con il passare degli anni, e anche grazie ai grandi successi rossoneri che hanno accompagnato la mia infanzia, questa passione è cresciuta a dismisura».

Tanto da decidere di fondare il Milan club della Croazia. Vuoi parlarci di “Milanistra”?
«Nel 2013 io e una quindicina di amici ci aggregammo al Milan club di Muggia per seguire il Milan a San Siro nelle partite di Champions League contro Ajax e Barcellona. È durante quelle trasferte che nacque l’idea di fondare un Milan club croato. Il 28 dicembre 2013 nacque ufficialmente “Milanistra”. Il nome è un omaggio alla nostra regione, Istra e allo stesso tempo vuole richiamare il termine “milanista”! Il nostro simbolo è un leone, sia perché il leone compare nell’emblema della città di Umago, sia perché il leone esprime al meglio la grinta con la quale sosteniamo il Milan.

Abbiamo una nostra linea di maglie e sciarpe personalizzate e contiamo più di 230 iscritti, non tutti croati: ci hanno scoperti sui social network e ora fanno parte del nostro gruppo milanisti della Slovenia, dell’Italia, della Bosnia, dell’Austria, della Germania, della Grecia e degli Stati Uniti. Ci siamo anche dotati di una sede: “Casa Milanistra”. Si tratta di un ex bar trasformato in “fortino” rossonero. È qui che ritroviamo per vedere le partite quando non le seguiamo dal vivo, per fare riunioni e organizzare iniziative. Nel 2017 è stato nostro ospite il giornalista Tiziano Crudeli, nel 2018 lo speaker ufficiale del Milan Germano Lanzoni».

Esprimete una grinta davvero incredibile…
«È normale, visto che per vedere il Milan percorriamo, tra andata e ritorno, mille chilometri. Eravamo presenti anche in occasione di Milan-Lazio di Campionato e Shevchenko si è fatto fotografare mostrando la nostra sciarpa. Viviamo le trasferte a Milano e in altri stadi d’Italia con grande passione, cantando cori fin dalla partenza, a Umago. Il coro della Curva Sud che ci piace di più è uno dei più recenti, quello che fa: “Sempre insieme a te sarò, solo mai ti lascerò, sono nato rossonero, da bandito morirò”. Ne abbiamo realizzato uno anche noi e spero che presto inizieremo a cantarlo. Fa così: “Milanistra alé, seguo solo te, l’Italia girerò e il Milan sosterrò, oh, oh, oh, oh…».

Cosa significa per voi essere milanisti? 
«Uno stile di vita. Personalmente vivo il Milan con la stessa passione di quando ero bambino. Vivo ogni giorno con il pensiero al Milan. Per me non esiste altra squadra al di fuori del Milan: c’è solo il Milan, sempre e comunque, nel bene e nel male».

Qual è la partita più emozionante che avete visto dal vivo?
«Il derby del 2014 vinto con il gol di testa di De Jong, su assist di Balotelli».

Avete già incontrato diversi giocatori e dirigenti del Milan. Quale incontro ricordi con maggiore affetto?
«Quello con Silvio Berlusconi, il presidente che ha fatto del Milan il club più titolato al mondo. Lo abbiamo incontrato a Trieste in occasione di un suo tour in Friuli-Venezia Giulia».

Al Milan Club della Croazia non si può fare una domanda su Boban e Savicevic. Che ricordo avete di loro?
«Ho avuto la fortuna di incontrarli entrambi dal vivo. Sono straordinari, anche fuori dal campo. Grandi uomini e professionisti esemplari. Giocatori completamente diversi da molti di quelli di oggi che pensano soltanto al denaro senza onorare e rispettare la maglia e la storia di un club come il Milan».

“Milanistri”, un gruppo per vivere insieme la passione per il Milan ma anche una realtà che organizza partite amatoriali e iniziative benefiche. Quali attività proponete?
«L’8 giugno, a Umago, abbiamo organizzato per la prima volta un torneo di Milan Club a cui hanno partecipato otto squadre. Era presente Germano Lanzoni, che ama il Milan come tutti noi. Nel frattempo, continuiamo a coltivare un sogno: portare a Umago e a “Casa Milanistra” un giocatore del Milan. Prima o poi ce la faremo!».

L'altra faccia del Milan

L’altra faccia del Milan: il libro che celebra i tifosi e sostiene Fondazione Milan

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Le partite a “porte chiuse” che si stanno disputando in questi giorni hanno mostrato, se mai ce ne fosse bisogno, come i tifosi siano l’essenza del calcio. A quelli del Milan è dedicato un nuovo libro, pubblicato oggi, giovedì 18 giugno, che celebra la passione del tifo rossonero. Si intitola “L’altra faccia del Milan” e, oltre a omaggiare tutti i tifosi milanisti del mondo, vuole essere un “mezzo” per fare del bene: l’autore, il giornalista Enrico Fonte, ha infatti deciso di devolvere il ricavato della vendita del libro a favore dei progetti sociali di Fondazione Milan.

Nella prima parte, introdotti proprio dalla prefazione di Fondazione Milan, 36 tifosi rappresentativi di ben 20 nazioni raccontano la loro personale storia di passione milanista, svelando il volto meno noto (ma più autentico) del Milan.

Si va, solo per citare alcune delle storie pubblicate, da Ronald, indonesiano, che ha chiamato la figlia “Nesta” a Steve di Malta che ha allestito nella propria abitazione un museo milanista; da Antonio, italiano, che detiene il record mondiale di ingressi al museo di Casa Milan a Ricardo, brasiliano, che indossa la divisa rossonera per partecipare ai campionati di calcio da tavolo sudamericano; dall’altro italiano Giovanni che trasforma i campioni del Milan in bellissime statue di gesso al lussemburghese Gianni, il tifoso numero uno al mondo di Gianni Rivera. E, ancora: i racconti di Luigi e Colombo, “milanologi” d’eccezione; di Danilo, l’uomo che sventola la bandiera “6 Baresi” in Curva Sud; degli autori dello striscione “Marco Nico” che campeggia a San Siro da una vita. A ciò si aggiungono la commovente lettera di Alex ed Enzo rivolta al padre, milanista Doc, scomparso a causa del coronavirus. Le emozionanti storie raccolte negli Stati Uniti, in Argentina, Cile, Libano, Indonesia, Malesia, Australia e Francia, dove Cristiano, responsabile dei servizi sanitari del Paris Saint-Germain, ha “confessato” la sua simpatia per il Milan e ha parlato dell’amicizia con Thiago Silva, fino alle interviste a Peter Linde, lo scultore che ha realizzato, in Svezia, la statua (poi vandalizzata e, quindi, ritirata) di Zlatan Ibrahimovic e ai Kamp Seedorf, collettivo di artisti di strada olandesi che, in nome dell’ex numero 10 rossonero, colorano le periferie delle grandi città con murales semi-permanenti dedicati ai personaggi più eccentrici della storia del calcio.

Seguono le immagini di alcuni dei più calorosi Milan club del mondo, tra cui quelli di Buenos Aires, del Kosovo, della Georgia, del Marocco, dell’India e di Hong Kong, che introducono la seconda parte, in cui trovano spazio i racconti di tifose rossonere davvero appassionate. In questa sezione picca l’intervista esclusiva, carica di milanismo, al capitano del Milan femminile e bomber della Nazionale azzurra, Valentina Giacinti.

Tra la seconda e la terza parte i “contenuti speciali”, con un racconto che celebra i giocatori nordici passati per il Milan e con sette magnifiche grafiche dedicate alle formazioni rossonere che hanno conquistato la Coppa dei Campioni.

La terza e ultima parte è un tripudio di milanismo, con le interviste al giornalista Luca Serafini, ad alcuni ex giocatori del Milan approdati in prima squadra dopo la trafila nel settore giovanile, come Daino, Saudati, Marzorati, Perticone, e ad Harvey Esajas, l’amico di Seedorf che è riuscito a giocare una manciata di minuti con il Milan al termine di un commovente cammino di rinascita sportiva e spirituale. A seguire, il colloquio con Filippo Galli e il racconto dell’incontro con Paolo Maldini. Infine, il gran finale con l’intervista esclusiva all’espressione del milanismo più autentico: Franco Baresi.

Il tutto accompagnato da 400 foto, molte delle quali inedite, che rendono ancora più emozionante questo “diario” dalle forti tinte rosse e nere.

“L’altra faccia del Milan”, edito da “Milan Reporter editore”, è disponibile su Amazon in italiano (con il titolo: “L’altra faccia del Milan”) e in inglese (“The other face of AC Milan”), nei formati ebook e cartaceo (280 pagine a colori).

DICHIARAZIONI

L’autore, Enrico Fonte: «Dopo aver seguito il Milan come tifoso con gli amici del club Alba rossonera, in qualità di cronista web ho avuto l’opportunità di coronare due dei miei sogni più grandi: varcare i cancelli del centro sportivo Milanello e raccontare le partite dei rossoneri dalla tribuna stampa di San Siro. Nel marzo 2019 ho documentato dall’Inghilterra l’amichevole benefica tra le leggende di Liverpool e Milan. In terra inglese ho conosciuto milanisti provenienti da ogni angolo del pianeta, i quali mi hanno fatto intendere che sarebbero disposti a rinunciare a tutto pur di vivere anche solo un decimo delle esperienze legate al Milan che ho avuto la fortuna di vivere io. Ecco, allora, l’idea di realizzare un libro che avesse per protagonisti non i campioni e i trionfi del Milan bensì i tifosi e le loro appassionanti storie, ovvero l’altra faccia (quella più autentica) del Milan, decidendo al contempo di devolvere il ricavato a Fondazione Milan».

Rocco Giorgianni, segretario generale di Fondazione Milan: «Le storie particolari contenute in questo libro esprimono un sentimento che accomuna i moltissimi tifosi che nel corso della storia hanno amato il Milan. Un amore sempre ricambiato, spesso con successi e trofei. Amore e passione che non vengono mai meno, neanche nei momenti di difficoltà: più che mai in quei frangenti si intuisce l’amore incondizionato dei tifosi per il loro club. Perché innanzitutto il Milan per loro è una questione di cuore, appartiene a loro, che ci sono e ci saranno sempre. Così è la storia di Fondazione Milan, una storia di passione. Per le persone innanzitutto. In questi anni, abbiamo incontrato migliaia di bambini, giovani e adulti nelle periferie di Milano come negli slums di Nairobi, abbiamo giocato con loro nelle favelas di Rio de Janeiro e nei lebbrosari di Calcutta. Ci hanno regalato sorrisi, voglia di vivere e di sognare, ma anche desiderio di non mollare mai. Amore e passione che non saremmo però mai riusciti ad esprimere allo stesso modo senza l’aiuto e il supporto della grande famiglia del Milan, di cui i tifosi sono certamente il cuore pulsante».

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L'altra faccia del Milan

Kamp Seedorf, il collettivo olandese che si ispira all’ex numero 10 milanista

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Uno dei murales più iconici dei Kamp Seedorf
Crediti foto: Kamp Seedorf

I Kamp Seedorf apprezzati in tutto il mondo per i loro murales iconici

Da “professore” del “meraviglioso” centrocampo di Ancelotti a icona d’arte moderna: è la curiosa metamorfosi di Clarence Seedorf. Il campione originario del Suriname, dopo una carriera piena di vittorie e prodezze, e in attesa di ingranare come allenatore, si è scoperto musa ispiratrice di un collettivo di artisti di strada suoi connazionali, ormai noti in tutto il mondo: i “Kamp Seedorf”.

Il gruppo olandese ne ha preso a prestito il nome e lo ha eletto a simbolo dei propri murales, facendo dell’ex numero 10 rossonero l’emblema di un movimento artistico che porta gioia e colore negli angoli grigi delle metropoli, attraverso suggestive installazioni che hanno per protagonisti i giocatori più eccentrici della storia del pallone.

Tutto ciò adottando una tecnica distintiva che prevede la realizzazione di un’illustrazione (colorata con vernice acrilica e inchiostro indiano) su rotoli di carta di grandi dimensioni e la sua successiva affissione, tramite una speciale colla, sulle pareti delle grandi città. Una tecnica che dà origine a opere “semi-permanenti”, la cui vita può variare da pochi minuti a molti anni.

Da quando sono nati (nel 2010) a oggi i “Kamp Seedorf” hanno realizzato qualcosa come 300 murales, oltre dieci dei quali dedicati al loro idolo, illustrato per… LEGGI LA STORIA COMPLETA SUL NUMERO 3 DI “120MILAN”

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Dicono di noi

7volteAcMilan.it (31 luglio 2020)

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IL LIBRO DEL TIFOSO

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