Milan Club New York City: che passione per i rossoneri!

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Nella terra, a stelle e strisce, dove ad appassionare milioni di tifosi sono sport come il baseball, il basket e il football (rigorosamente americano), batte forte un grande cuore rossonero: è quello del Milan Club New York City. Anima di questo appassionato club è un gruppo di tifosi milanisti di origini italiane: Francesco Campari, Alessandro Rimoldi, Giancarlo Rosselli e Franco Zagari, membri del Comitato esecutivo, che Milan Reporter ha intervistato.

Com’è nata l’idea di fondare un Milan Club a New York?
Franco: «Quello oggi conosciuto con il nome di Milan Club New York City è nato nel 2008 come Milan Club New York/New Jersey, con sede proprio nel New Jersey. Con il passare del tempo il club si è espanso nel cuore di New York: lì abbiamo iniziato a vedere insieme le partite e lì abbiamo ideato alcune iniziative web, come i nostri canali social, che ci hanno permesso di crescere come gruppo autonomo. Dal 2012 abbiamo una nostra “casa”: il locale “Football Factory”, situato nel seminterrato del “Legends Bar”, ai piedi dell’Empire State Building. Sembra di essere allo stadio grazie all’atmosfera che ha creato il proprietario del locale, Jack Keane. Lungo il nostro cammino di passione per il Milan abbiamo incontrato tante persone che condividono con noi l’amore per i colori rossoneri: oggi siamo più di 70».

Oltre a guardare insieme le partite, organizzate tante altre iniziative. Ce ne volete parlare?
Francesco: «In passato abbiamo ospitato Daniele Massaro; il prossimo 23 luglio avremo l’onore di avere con noi Franco Baresi e alcuni rappresentanti di Fondazione Milan. Guarderemo insieme Milan-Bayern e avremo l’opportunità di fare del bene: il Milan ci ha messo a disposizione tre maglie ufficiali indossate dai giocatori durante Milan-Spal; le metteremo all’asta e i proventi andranno a “TOPS Soccer”, un’organizzazione che favorisce l’inclusione dei bambini disabili attraverso il calcio. Insomma, sarà un evento molto speciale».

Avete già assistito a una partita del Milan dal vivo?
Franco: «Siamo stati a San Siro nel 2012, in occasione del derby: speriamo di tornare presto. Inoltre, sosteniamo la squadra durante le tournée estive organizzate negli USA: nel 2012 abbiamo assistito alla partita contro il Real al Yankee Stadium, nel 2013 contro il Chelsea al Metlife Stadium e saremo a Boston tra qualche settimana».

Il vostro giocatore preferito nella storia del Milan.
Francesco: «Paolo Maldini, l’essenza del Milan».
Alessandro: «Per me è, senza dubbio, Marco Van Basten».
Giancarlo: «Dico Ruud Gullit, il giocatore che mi ha fatto innamorare del Milan».
Franco: «Anche il mio preferito è Gullit: da ragazzo, lo ammiravo sia per il personaggio che era sia per le grandi giocate sul campo. Ci ha fatto gioire tantissimo».

La vittoria più emozionante.
Francesco: «La Champions vinta a Manchester contro la Juve».
Giancarlo: «Idem. La vittoria contro la Juve nella finale della Champions 2003. Non dimenticherò la gioia che ho provato quella sera».
Franco: «Milan-Inter 3-2, 21 febbraio 2004. È stato il primo derby che ho visto dal vivo. Sotto 0-2 all’intervallo e poi una rimonta indimenticabile: Tomasson, Kaká, Seedorf e tutti a casa. È stata anche l’unica volta a San Siro con mio padre che, purtroppo, è mancato cinque anni fa. Per questo il mio ricordo di quella partita è davvero speciale».

Seguite anche il calcio statunitense? Ibrahimovic sta dimostrando di essere ancora un grande fuoriclasse. Vi sarebbe piaciuto rivederlo al Milan?
Franco: «Seguiamo principalmente il calcio italiano e quello europeo; diversi iscritti del club, comunque, se ne interessano. Per quanto riguarda Ibra, la sua qualità è superiore a quella del 99% dei giocatori della MLS. Solitamente non mi piacciono le “minestre riscaldate”, ma “Ibra è Ibra” e in questo Milan un fuoriclasse come lui non si potrebbe rifiutare».

Dalla MLS sono passati altri ex rossoneri. Descrivete ciascuno di loro con un aggettivo.
Franco e Alessandro: «Beckham: sportivo; Kaká: elegante; Nesta: impeccabile; Nocerino: caparbio; Pirlo: geniale».

Merita un pensiero a parte Donadoni, uno dei primi grandi giocatori a scegliere la MLS. Che ricordo avete di Roberto? Vi piacerebbe un giorno vederlo sulla panchina del Milan?
Franco: «Donadoni è stato un pioniere. Averlo qui a New York, con i Metrostars, è stato un onore: era l’orgoglio di tutti gli italiani e i milanisti del Nord America. Come allenatore mi piace, è una persona molto intelligente, forse, però, non ancora pronto per la panchina del Milan».

Negli USA si è anche disputato, nel 1994, uno dei Mondiali più colorati ed emozionanti di sempre. Peccato per l’Italia. C’era molto Milan in quella Nazionale. Che ricordo avete?
Franco: «È stata un’estate indimenticabile per noi, statunitensi appassionati di calcio. Avevo quasi 12 anni e, pur essendo nato e cresciuto negli USA, facevo il tifo per gli Azzurri. Vedere quella squadra raggiungere la finale era un sogno non solo per me, ma anche per tante persone che avevano lasciato l’Italia, come mio padre e i miei zii. Un giorno potrò raccontare di aver visto giocare, in quel Mondiale, tre volte dal vivo Baresi, Maldini, Costacurta, Tassotti, Massaro, Donadoni, Albertini e Roby Baggio nel New Jersey e a Washington».

Nei giorni scorsi, invece, avete fatto il tifo per la Nazionale USA di calcio femmine? 
Franco: «Certamente. Abbiamo sostenuto le ragazze USA ma anche le azzurre, che si sono comportate molto bene. La Nazionale USA ha regalato emozioni uniche: queste ragazze sono l’orgoglio non solo del calcio americano, ma anche dello sport americano a livello internazionale. Qui a New York il calcio femminile è molto diffuso, anche a livello giovanile: tante bambine iniziano a giocare già a 4-5 anni».

Tornando al Milan, come giudicate il nuovo progetto?
Francesco: «Io sono e resto fiducioso. Quest’anno, per la prima volta, verrà realmente applicata la strategia “giovani e bel gioco”. Penso che Giampaolo possa dare alla squadra quell’identità di gioco che manca da troppo tempo. In questo senso, l’accordo definito con la UEFA può aiutarci a centrare la qualificazione in Champions League».

Chiudiamo con uno sguardo al futuro: quale sogno vorreste che si realizzasse per il Milan Club New York City e quale per il Milan?
Francesco: «Il mio sogno è organizzare un viaggio “milanista” con i membri del nostro club. Partita del Milan, “Meet and Greet” e visita a Milanello. Sarebbe un’occasione stupenda per ridurre la distanza geografica che ci separa dai nostri beniamini. Per il Milan? Facile: tornare a vincere e a divertire!».
Franco: «Desidero che il nostro club continui a crescere. Pensando al Milan, lo vorrei rivedere al più presto tra le grandi del calcio mondiale».

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