Connect with us

L'altra faccia del Milan

Milanisti Indonesia, una grande famiglia con 30 mila cuori rossoneri

Published

on

Se esistesse una classifica dei tifosi più calorosi, i supporter di “Milanisti Indonesia” sarebbero senz’altro nelle prime posizioni. La loro passione per i colori rossoneri è smisurata: cantano cori in italiano, realizzano coreografie da brividi, infiammano le amichevoli delle “vecchie glorie” milaniste, organizzano grandi feste pubbliche in onore del Milan. E sono tantissimi: insieme, considerando che gli iscritti sono oltre 30 mila, riempirebbero per intero la Curva Sud di San Siro.

Riferimento per i tifosi rossoneri d’Asia, il club “Milanisti Indonesia” ha un sogno: portare la prima squadra del Milan a giocare in Indonesia. Vogliamo presentarvi questa grande realtà milanista attraverso l’intervista a Bara Adhyaksa, responsabile delle pubbliche relazioni di “Milanisti Indonesia”.

Quando e come è nata l’idea di fondare il Milan club “Milanisti Indonesia”?
«A inizio degli Anni 2000, i fan del Milan che abitavano in Indonesia crearono una mailing list per parlare e discutere del Milan su Internet. Nei primi mesi del 2003, alcuni membri del gruppo pensarono di organizzare una serie di riunioni “dal vivo”, in modo da incontrarsi “fisicamente” e conoscersi di persona. La seconda riunione si tenne il 16 marzo 2003. In quell’occasione Arif Ikram, James Tampubolon, Yanto (Toel Maldini), Gugun, Ronald Sadek, Harris Nasution, Toni, Lena, Decy e Ajung, passati alla storia come i fondatori di “Milanisti Indonesia”, fecero “un passo avanti”: nacque così il club “Milanisti Indonesia”».

Oggi, a sedici anni dalla fondazione, quanti tifosi sono iscritti?
«”Milanisti Indonesia” ha 27.000 membri “attivi”, a cui si aggiungono oltre 3.000 soci “inattivi” con la membership da rinnovare (l’iscrizione dura due anni), portando il nostro club a contare più di 30.000 persone. Sono quasi tutti indonesiani; solo un ristretto numero di iscritti abita in Paesi vicini, come Malesia o Vietnam».

Un gruppo enorme. Come fate a gestirlo?
«Abbiamo istituito un Comitato nazionale, che ha sede a Giacarta, l’imponente capitale dell’Indonesia. Il Direttivo è costituito dal Presidente, dal Vicepresidente, dall’addetto alle Finanze e dai rappresentanti di sette divisioni: Pubbliche Relazioni, Membership, Logistica, Merchandise, Tecnologia, Ufficio Legale e Segreteria e Coordinamento delle attività giovanili e sportive. Quest’ultima divisione è a sua volta suddivisa in quattro aree: Calcio, Ulgad (Ultras), Nature Activist Club e Milanisti Angels (dedicata alle tifose milaniste). Per raggiungere capillarmente il territorio indonesiano, caratterizzato dalla presenza di oltre 13.000 isole, “Milanisti Indonesia” ha dato vita a 93 sezioni distaccate attive in tutto il Paese».

Per scegliere il Presidente occorre una tornata elettorale…
«Sì, ogni tre anni viene indetta la “Grande elezione” per eleggere i nuovi Presidente e Vicepresidente. Ciascuna delle 93 sezioni allestisce un seggio elettorale; chi è impossibilitato a recarsi presso un seggio può votare online».

Come mai in Indonesia sono così tanto seguiti il Milan e, in generale, il calcio italiano?
«Negli Anni ’90 venivano trasmesse gratuitamente sulle nostre reti televisive le partite della Serie A italiana. Siamo pertanto rimasti stregati dalle grandi vittorie del Milan. Il livello del calcio indonesiano è molto al di sotto di quello dei top campionati mondiali: per questo sentiamo l’esigenza di seguire partite di livello maggiore, anche se comunque facciamo il tifo anche per le nostre squadre locali, quali Persija, Persib o Persebaya».

Considerando che il vostro fuso orario è “avanti” di cinque ore rispetto al nostro, riuscite a vedere le partite in diretta? Se sì, lo fate in gruppo?
«Facciamo il possibile per guardare le partite insieme, soprattutto in occasione dei big match, che nella sede centrale di Giacarta sono seguiti da oltre 100 tifosi e in ciascuna delle sezioni distaccate da una cinquantina di fan. A volte ci capita di andare direttamente al lavoro al termine del match senza aver potuto dormire. Ma si fa sempre il massimo per le cose che si amano, giusto?».

Avete uno slogan?
«Il nostro motto è: “Più “vicini” di un parente, più grandi di una famiglia”».

Cantate anche i cori della Curva Sud. Il vostro preferito?
«”Noi facciamo i chilometri“».

Il vostro striscione è già stato avvistato a San Siro. Ci vuoi parlare della vostra “prima volta”?
«”Milanisti Indonesia” ha organizzato il primo viaggio a San Siro nel 2010, anno in cui ci siamo anche affiliati all’Associazione Italiana Milan Clubs. Nel 2011 abbiamo assistito alla conquista della Supercoppa Italiana contro l’Inter, a Pechino. Da allora organizziamo una trasferta a Milano quasi ogni anno. La prossima è prevista nel 2020. Poter vedere il Milan dal vivo è il massimo per un milanista del lontano Oriente, considerando il costo ragguardevole della trasferta».

Con il vostro calore e la vostra passione, il Milan si sentirebbe a casa ovunque. Lo dimostra l’accoglienza che avete riservato al Milan Glorie quando ha giocato in Indonesia. 
«La visita in Indonesia del Milan Glorie, nel 2011 e nel 2013, è stata finora il momento più emozionante per “Milanisti Indonesia”: un’occasione unica per incontrare le leggende del Milan, i nostri idoli e vederle finalmente giocare dal vivo».

Juve o Inter: qual è l’avversario da battere?
«In questo momento la Juve: stanno dominando la Serie A. C’è bisogno che il Milan imponga la propria supremazia per batterli, anche perché i bianconeri godono sempre di privilegi come il gol di Muntari non assegnato oppure il rigore non concesso in un recente match contro il Milan. Non nascondo di essere particolarmente contento per le loro ultime eliminazioni dalla Champions League».

Qual è il tuo giocatore preferito nella storia del Milan?
«Gianni Rivera guardando al passato e Ibrahimovic per quanto riguarda “l’era moderna”».

E la vittoria del Milan a cui sei più affezionato?
«La vittoria 6-0 nel derby contro l’Inter: riguarderei le immagini di quella partita all’infinito».

Sei superstizioso? Osservi qualche rituale speciale durante le partite?
«No, so soltanto che, in una finale, il Milan ha più possibilità di vincere indossando la divisa bianca “da trasferta”».

Chiudiamo con uno sguardo al futuro di “Milanisti Indonesia”: quali i prossimi obiettivi? 
«L’obiettivo di “Milanisti Indonesia” è duplice: continuare a crescere e, al tempo stesso, offrire agli iscritti un’esperienza sempre migliore. Per questo stiamo lavorando al miglioramento del nostro sito web, in modo da facilitare il rinnovo della membership e l’acquisto degli oggetti di merchandising. Già oggi la tessera del nostro club funziona come “moneta virtuale” e consente di acquistare biglietti per metro e treno, pagare strade a pedaggio e generi alimentari; in futuro vorremmo che diventasse una “carta fedeltà” capace di garantire sconti in catene di ristoranti e nei negozi Puma. Il nostro grande sogno è uno solo: poter vedere la prima squadra del Milan giocare una partita in Indonesia».

L'altra faccia del Milan

L’altra faccia del Milan: il libro che celebra i tifosi e sostiene Fondazione Milan

Published

on

Le partite a “porte chiuse” che si stanno disputando in questi giorni hanno mostrato, se mai ce ne fosse bisogno, come i tifosi siano l’essenza del calcio. A quelli del Milan è dedicato un nuovo libro, pubblicato oggi, giovedì 18 giugno, che celebra la passione del tifo rossonero. Si intitola “L’altra faccia del Milan” e, oltre a omaggiare tutti i tifosi milanisti del mondo, vuole essere un “mezzo” per fare del bene: l’autore, il giornalista Enrico Fonte, ha infatti deciso di devolvere il ricavato della vendita del libro a favore dei progetti sociali di Fondazione Milan.

Nella prima parte, introdotti proprio dalla prefazione di Fondazione Milan, 36 tifosi rappresentativi di ben 20 nazioni raccontano la loro personale storia di passione milanista, svelando il volto meno noto (ma più autentico) del Milan.

Si va, solo per citare alcune delle storie pubblicate, da Ronald, indonesiano, che ha chiamato la figlia “Nesta” a Steve di Malta che ha allestito nella propria abitazione un museo milanista; da Antonio, italiano, che detiene il record mondiale di ingressi al museo di Casa Milan a Ricardo, brasiliano, che indossa la divisa rossonera per partecipare ai campionati di calcio da tavolo sudamericano; dall’altro italiano Giovanni che trasforma i campioni del Milan in bellissime statue di gesso al lussemburghese Gianni, il tifoso numero uno al mondo di Gianni Rivera. E, ancora: i racconti di Luigi e Colombo, “milanologi” d’eccezione; di Danilo, l’uomo che sventola la bandiera “6 Baresi” in Curva Sud; degli autori dello striscione “Marco Nico” che campeggia a San Siro da una vita. A ciò si aggiungono la commovente lettera di Alex ed Enzo rivolta al padre, milanista Doc, scomparso a causa del coronavirus. Le emozionanti storie raccolte negli Stati Uniti, in Argentina, Cile, Libano, Indonesia, Malesia, Australia e Francia, dove Cristiano, responsabile dei servizi sanitari del Paris Saint-Germain, ha “confessato” la sua simpatia per il Milan e ha parlato dell’amicizia con Thiago Silva, fino alle interviste a Peter Linde, lo scultore che ha realizzato, in Svezia, la statua (poi vandalizzata e, quindi, ritirata) di Zlatan Ibrahimovic e ai Kamp Seedorf, collettivo di artisti di strada olandesi che, in nome dell’ex numero 10 rossonero, colorano le periferie delle grandi città con murales semi-permanenti dedicati ai personaggi più eccentrici della storia del calcio.

Seguono le immagini di alcuni dei più calorosi Milan club del mondo, tra cui quelli di Buenos Aires, del Kosovo, della Georgia, del Marocco, dell’India e di Hong Kong, che introducono la seconda parte, in cui trovano spazio i racconti di tifose rossonere davvero appassionate. In questa sezione picca l’intervista esclusiva, carica di milanismo, al capitano del Milan femminile e bomber della Nazionale azzurra, Valentina Giacinti.

Tra la seconda e la terza parte i “contenuti speciali”, con un racconto che celebra i giocatori nordici passati per il Milan e con sette magnifiche grafiche dedicate alle formazioni rossonere che hanno conquistato la Coppa dei Campioni.

La terza e ultima parte è un tripudio di milanismo, con le interviste al giornalista Luca Serafini, ad alcuni ex giocatori del Milan approdati in prima squadra dopo la trafila nel settore giovanile, come Daino, Saudati, Marzorati, Perticone, e ad Harvey Esajas, l’amico di Seedorf che è riuscito a giocare una manciata di minuti con il Milan al termine di un commovente cammino di rinascita sportiva e spirituale. A seguire, il colloquio con Filippo Galli e il racconto dell’incontro con Paolo Maldini. Infine, il gran finale con l’intervista esclusiva all’espressione del milanismo più autentico: Franco Baresi.

Il tutto accompagnato da 400 foto, molte delle quali inedite, che rendono ancora più emozionante questo “diario” dalle forti tinte rosse e nere.

“L’altra faccia del Milan”, edito da “Milan Reporter editore”, è disponibile su Amazon in italiano (con il titolo: “L’altra faccia del Milan”) e in inglese (“The other face of AC Milan”), nei formati ebook e cartaceo (280 pagine a colori).

DICHIARAZIONI

L’autore, Enrico Fonte: «Dopo aver seguito il Milan come tifoso con gli amici del club Alba rossonera, in qualità di cronista web ho avuto l’opportunità di coronare due dei miei sogni più grandi: varcare i cancelli del centro sportivo Milanello e raccontare le partite dei rossoneri dalla tribuna stampa di San Siro. Nel marzo 2019 ho documentato dall’Inghilterra l’amichevole benefica tra le leggende di Liverpool e Milan. In terra inglese ho conosciuto milanisti provenienti da ogni angolo del pianeta, i quali mi hanno fatto intendere che sarebbero disposti a rinunciare a tutto pur di vivere anche solo un decimo delle esperienze legate al Milan che ho avuto la fortuna di vivere io. Ecco, allora, l’idea di realizzare un libro che avesse per protagonisti non i campioni e i trionfi del Milan bensì i tifosi e le loro appassionanti storie, ovvero l’altra faccia (quella più autentica) del Milan, decidendo al contempo di devolvere il ricavato a Fondazione Milan».

Rocco Giorgianni, segretario generale di Fondazione Milan: «Le storie particolari contenute in questo libro esprimono un sentimento che accomuna i moltissimi tifosi che nel corso della storia hanno amato il Milan. Un amore sempre ricambiato, spesso con successi e trofei. Amore e passione che non vengono mai meno, neanche nei momenti di difficoltà: più che mai in quei frangenti si intuisce l’amore incondizionato dei tifosi per il loro club. Perché innanzitutto il Milan per loro è una questione di cuore, appartiene a loro, che ci sono e ci saranno sempre. Così è la storia di Fondazione Milan, una storia di passione. Per le persone innanzitutto. In questi anni, abbiamo incontrato migliaia di bambini, giovani e adulti nelle periferie di Milano come negli slums di Nairobi, abbiamo giocato con loro nelle favelas di Rio de Janeiro e nei lebbrosari di Calcutta. Ci hanno regalato sorrisi, voglia di vivere e di sognare, ma anche desiderio di non mollare mai. Amore e passione che non saremmo però mai riusciti ad esprimere allo stesso modo senza l’aiuto e il supporto della grande famiglia del Milan, di cui i tifosi sono certamente il cuore pulsante».

Continue Reading

L'altra faccia del Milan

Kamp Seedorf, il collettivo olandese che si ispira all’ex numero 10 milanista

Published

on

Uno dei murales più iconici dei Kamp Seedorf
Crediti foto: Kamp Seedorf

I Kamp Seedorf apprezzati in tutto il mondo per i loro murales iconici

Da “professore” del “meraviglioso” centrocampo di Ancelotti a icona d’arte moderna: è la curiosa metamorfosi di Clarence Seedorf. Il campione originario del Suriname, dopo una carriera piena di vittorie e prodezze, e in attesa di ingranare come allenatore, si è scoperto musa ispiratrice di un collettivo di artisti di strada suoi connazionali, ormai noti in tutto il mondo: i “Kamp Seedorf”.

Il gruppo olandese ne ha preso a prestito il nome e lo ha eletto a simbolo dei propri murales, facendo dell’ex numero 10 rossonero l’emblema di un movimento artistico che porta gioia e colore negli angoli grigi delle metropoli, attraverso suggestive installazioni che hanno per protagonisti i giocatori più eccentrici della storia del pallone.

Tutto ciò adottando una tecnica distintiva che prevede la realizzazione di un’illustrazione (colorata con vernice acrilica e inchiostro indiano) su rotoli di carta di grandi dimensioni e la sua successiva affissione, tramite una speciale colla, sulle pareti delle grandi città. Una tecnica che dà origine a opere “semi-permanenti”, la cui vita può variare da pochi minuti a molti anni.

Da quando sono nati (nel 2010) a oggi i “Kamp Seedorf” hanno realizzato qualcosa come 300 murales, oltre dieci dei quali dedicati al loro idolo, illustrato per… LEGGI LA STORIA COMPLETA SUL NUMERO 3 DI “120MILAN”

[modula id=”8127″]

Continue Reading

Dicono di noi

7volteAcMilan.it (31 luglio 2020)

Published

on

Continue Reading

IL LIBRO DEL TIFOSO

Advertisement