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Storie di Milanismo

In Indonesia tifoso milanista chiama la figlia “Nesta”

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Dall’Indonesia la storia di Ronald, tifoso del Milan che ha chiamato la figlia “Nesta” 

Come afferma lui, la sua «è semplicemente la storia di un tifoso innamorato del Milan». In realtà, dal suo racconto emerge un milanismo che ha pochi eguali. Un’autentica Milan mania. Ma andiamo per gradi. Lui è Ronald Sadek, 40enne, tifoso (è riduttivo) del Milan e di Alessandro Nesta (più avanti capirete perché lo citiamo). Vive in Indonesia, precisamente a Giacarta, con la moglie e i tre figli (un bimbo e due bimbe) e lavora nel settore dell’intrattenimento televisivo. 

Una vita all’apparenza normale. Solo all’apparenza, perché Ronald, quando scopre il lato delle passioni, mostra un animo da vero milanista. «Nel 1988, all’età di 9 anni, rimasi letteralmente folgorato dal gol segnato da Van Basten all’Unione Sovietica, con la maglia numero 12 dell’Olanda. In quel momento, è iniziato il mio amore per il Milan», spiega Ronald a Milan Reporter.

La passione per il Milan e Nesta

Alla fine degli Anni ’90 la seconda folgorazione, questa volta «per un capitano dai capelli lunghi, dal tackle pazzesco, dalla leadership di Franco Baresi e Paolo Maldini, che giocava con la maglia numero 13 della Lazio»: Alessandro “Sandro” Nesta. «Nel 2002, quando il Milan annunciò il suo acquisto, non riuscivo a crederci: il mio eroe calcistico avrebbe giocato per la mia squadra del cuore. Ringraziai Dio per essere nato milanista!».

La passione per i colori rossoneri si infiamma e Ronald inizia a seguire il Diavolo senza sosta, a costo di doversi alzare in piena notte per vedere le partite, ma «per me il Milan è tutto, è un orgoglio, è la mia famiglia».

Nel 2003 Ronald contribuisce, con un gruppo di amici, a gettare le basi per la nascita del Milan Club Milanisti Indonesia. Nel 2013, proprio con Milanisti Indonesia, riesce a incontrare Maldini e Shevchenko a margine dell’amichevole giocata dal Milan Glorie in Indonesia.

L’incontro con Sandro: un sogno che si realizza

L’anno successivo, e siamo nel 2014, Ronald vince un concorso ed è selezionato, tra oltre mille persone, per accompagnare durante i trasferimenti la squadra di leggende del calcio mondiale impegnata in Indonesia per un’amichevole contro una selezione locale. In quel team ci sono, tra gli altri, Vieira, Gattuso, Cannavaro, Materazzi, Toldo, Robbie Fowler, Rivaldo, Zambrotta, Rui Costa, Nakata, Nuno Gomes, El Shaarawy e… Alessandro Nesta. La partita, andata in scena l’8 luglio 2014, finirà 5-2 a favore delle star e con gli ex giocatori del Milan ad applaudire i tifosi di Milanisti Indonesia.

Ma ciò che ci interessa in questo caso è la storia di Ronald che, in quell’occasione, realizza il suo sogno: incontrare Nesta. «Non solo lo incontrai, ma gli regalai degli abiti caratteristici indonesiani per i suoi figli ed ebbi l’opportunità di intervistarlo. Colloquiando con lui capii che un giorno Nesta sarebbe diventato un bravo allenatore. Sono sicuro che un giorno il nostro ex numero 13 diventerà l’allenatore del Milan e che, con lui, potremo tornare ai massimi livelli».  

Quell’incontro si fissa in maniera indelebile nel cuore di Ronald che, in onore dell’ex numero 13 rossonero, decide addirittura di inserire “Nesta” nel nome della figlia: Grizelda Ronesta.

A casa un museo su Nesta e il Milan

Non è tutto perché, in parallelo, Ronald dà vita, presso la propria abitazione, a una collezione privata dedicata a Nesta e al Milan. «Al momento, possiedo 40 maglie di Nesta, alcune delle quali indossate da lui in partita, a cui si aggiungono altre maglie e cimeli rossoneri, come i guanti autentici di Dida e Abbiati o i pantaloncini di Maldini, Ambrosini e Shevchenko ancora macchiati dell’erba di San Siro».

«Ho già realizzato tutti i sogni milanisti immaginabili e, per questo, ringrazio anche e soprattutto gli amici di Milanisti Indonesia. Un giorno, se Dio lo vorrà, porterò la mia famiglia in Italia e presenterò mia figlia ad Alessandro Nesta».

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